giovedì 19 aprile 2012

L'Italia si sta fermando, depressione in arrivo

L'Italia si sta fermando, depressione in arrivo:

Parlo per un momento di economia reale. Negli ultimi giorni sono andato un po’ in giro per grandi imprese, sindacati e ministeri, e mi hanno detto un po’ di cose interessanti.

a) all’Enel segnalano un aumento delle bollette non pagate dalle famiglie;

b) al Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia segnalano strani "buchi" nei versamenti delle tasse, e c’è un certo timore per l’autotassazione di giugno;

c) alle organizzazioni del terziario e del commercio segnalano un anomalo trend di chiusure di piccole attività;

d) aumentano le imprese che non riescono a restituire le rate di leasing;

e) l’ormai inevitabile aumento dell’Iva (vedremo se a settembre-ottobre o all’inizio dell’estate) rappresenterà il colpo di grazia per i consumi interni;

f) aggiungo che né alle imprese né ai sindacati, come mi dicono esponenti molto importanti delle une e degli altri, importa un fico secco dell’articolo 18: sarebbe stato molto meglio lasciare le cose come stavano;

g) la caduta del Pil ( -1,9% secondo il Fondo monetario) impedirà il raggiungimento degli obiettivi di bilancio: servirà dunque un’altra manovra. 

E’ ormai evidente che la cura da cavallo sta ammazzando l’animale. Il governo Monti sta seguendo pedissequamente le indicazioni contenute nella lettera della Bce della scorsa estate. Nulla di più, nulla di meno. Ma la Bce non è il Vangelo. Mario Draghi può almeno agire, come suggerisce Luca Ciarrocca, riducendo i tassi d’interesse a livelli americani? Forse vorrebbe farlo, ma non può. Le teste dure tedesche l’impediscono (non dimenticate che ha già ricevuto una lettera di protesta dalla Bundesbank contro gli ultimi ribassi). Ed è la Germania che comanda in Europa.
Posta un commento