giovedì 1 luglio 2010

Pensioni: non basteranno più 40 anni di contributi

MILANO -Per andare in pensione, dal 2016, non basteranno più i 40 anni di contributi. È quanto prevede l'emendamento del relatore alla manovra, Antonio Azzollini (Pdl), che fra l'altro innalza l'età pensionabile delle statali. Slitta quindi di un anno, dal primo gennaio 2015 al primo gennaio 2016, l'adeguamento triennale dei requisiti anagrafici per l'accesso al pensionamento all'aumento dell'aspettativa di vita, previsto dalla manovra estiva del 2009. In pratica, a partire dal 2016, tutti i requisiti di pensionamento saranno aggiornati ogni tre anni in base alla variazione della speranza di vita calcolata dall'Istat. Ma la norma riguarderà, oltre all'età di pensionamento, anche il requisito dei 40 anni di contribuzione per poter andare in pensione a prescindere dall'età. Non solo: l'adeguamento all'aspettativa di vita scatterà anche per le pensioni sociali. Anche chi dovrebbe percepire l'assegno più basso, quello che il precedente governo Berlusconi portò a circa 500 euro (il vecchio milione di lire) vedrà spostarsi l'età in avanti a seconda dei successivi adeguamenti dell'Istat.
CGIL - La novità non piace alla Cgil: Vera Lamonica, della segreteria confederale, esprime un giudizio «molto negativo» sull'emendamento del relatore Azzollini e in particolare proprio sulla parte che sottopone all'adeguamento alle aspettative di vita anche il requisito dei 40 anni di contributi. «L'emendamento - spiega Lamonica - peggiora la situazione perché un lavoratore con 40 anni di contributi incappa non solo nella finestra mobile, che significa l'allungamento di un anno, ma anche nell'applicazione dei coefficienti sull'attesa di vita».....................................
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