martedì 16 marzo 2010

Finanza, siamo ancora all’anno zero?

Il sistema economico e finanziario rischia oggi una seconda crisi provocata dalla nuova bolla di statalismo e “over-regulation” innescata dalla scossa dell’estate del 2007. Sinora il complesso sistema di interazioni tra regolatori e norme ha dimostrato di non tener conto né della ciclicità degli impatti da essi provocate, né delle specificità di funzionamento dell’istituzioni finanziarie, siano esse banche, assicurazioni o non-banche (società finanziarie specializzate) operanti nelle diverse realtà geografiche, macro e microeconomiche.

Dinamiche e cause della drammatica crisi che ci attanaglia da circa trenta mesi sono chiare ed indicano un fallimento sistemico e collettivo, in cui l’individuazione di un solo ed unico colpevole appare operazione demagogica e velleitaria . Rivediamole in breve:......................

Banche ed assicurazioni italiane nel 2010
Il sistema finanziario italiano ha retto bene al primo tsunami del 2007-2008 grazie alla sua natura essenzialmente finanziaria: “tanquam non esset” abbiamo potuto ripetere con orgoglio per alcuni mesi, forti di un modello bancario che aveva espresso la sua capacità produttiva su aggressive reti di vendita di prodotti per la gestione del risparmio al dettaglio, senza essere impattato dalla crisi dei subprime, delle cartolarizzazioni e dei prodotti derivati esportati dagli USA in Europa, poi finiti copiosamente nei portafogli dei gestori inglesi, tedeschi, belgi ed olandesi.
Il panico è stato però tale da “tetanizzare” anche il sistema reale: gli ordini sono crollati, l’export pure e da finanziaria la crisi è divenuta realissima. Ed ecco il secondo tsunami, questa volta sospinto da cause reali che determinano, da una parte, la crescita rapida ed impetuosa delle sofferenze, dei pagamente rateali insoluti, dei sinistri assicurativi e delle frodi, dall’altra, l’accresciuta difficoltà delle famiglie a mantenere il risparmio, gli investimenti, ed il consumo di un temp
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