lunedì 23 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA INVIATO A TUTTA LA STAMPA NAZIONALE

Pubblicato da ICR su gennaio 22, 2012
COMUNICATO STAMPA DI : “IMPRESECHERESISTONO”-movimento spontaneo PMI -

Villafalletto,  22 Gennaio 2012


DECRETO   CRESCITA   ITALIA:

Accogliamo con soddisfazione l’istituzione  del “tribunale per le imprese” contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo Monti.
Siamo profondamente delusi dal mancato intervento sull’annosa questione dei termini  dei pagamenti  non solo della Pubblica Amministrazione, ma anche tra aziende private.  Un problema che solleviamo da oltre 2 anni nel silenzio assordante delle associazioni di categoria.
Quello dei ritardi dei pagamenti, dopo il calo dei fatturati, è la principale causa di chiusura delle aziende e della conseguente perdita di posti di lavoro, sottolineiamo il gravissimo fenomeno dei suicidi di parecchi imprenditori che ultimamente molti media hanno riportato.
Inascoltati dal governo precedente, da oltre due anni tentiamo di sottoporre l’attenzione  i seguenti  provvedimenti, che se adottati velocemente  potrebbero salvare migliaia di aziende dalla chiusura:
1)- BLOCCO IMMEDIATO DELL’ESECUTIVITA’ DI EQUITALIA : predisposizione di una moratoria dei debiti fiscali senza applicazione di sanzioni con applicazione di interessi pari a quelli del costo attuale del denaro in BCE.
2)- PROVVEDIMENTO IVA PER CASSA : versamento dell’imposta al momento del pagamento della fattura e prevedendo l’impossibilità di registrazione per il debitore della stessa fino all’avvenuto saldo del dovuto ( a sostegno della liquidità aziendale e a riduzione degli onerosi quanto insussistenti impieghi bancari)
3)- LEGGE SUI PAGAMENTI : regolamentazione di tutte le transazioni commerciali sulla media europea, a 60 giorni dall’emissione della fattura. ( legge Bertrandi/Misiani presentata in collaborazione con ICR, mai discussa e mai sostenuta da alcuna associazione di categoria ).
4)- RIFORMA FISCALE : azzeramento dell’Irap per le società in perdita. Per le persone giuridiche, detrazione totale di tutte le spese sostenute dalle persone fisiche dalle dichiarazioni dei redditi, relative a contributi pagati ai collaboratori famigliari, spese mediche, spese di manutenzioni, scolastiche, ecc … a parità di altri stati europei, finalizzata alla reale emersione del lavoro nero e dell’evasione che sta devastando il paese.


Siamo fiduciosi che il governo, che sembra voglia affrontare e risolvere i nodi  che strangolano l’economia italiana, intervenga anche sui temi che sottoponiamo .

Distinti saluti
COORDINATORE NAZIONALE  DI “IMPRESECHERESISTONO”
Luca Peotta

giovedì 19 gennaio 2012

In Sicilia protesta dei Forconi a oltranza


Siamo nel bel mezzo di una crisi economica mondiale, e questo bene o male lo abbiamo capito. C’è chi lo capisce di più perché vede il suo futuro incerto, e chi lo capisce ancora meglio perché lo vive sulla sua pelle oggi, avendo perso il lavoro, fallito nella sua impresa e nel peggiore dei casi perso la casa. In questi giorni in Sicilia sono insorti i camionisti e gli agricoltori, hanno bloccato le vie di comunicazione impedendo il rifornimento di merci e carburanti, così che già da ieri non c’è più una pompa di benzina aperta. Sono cosciente del pericolo che corre il nostro paese, siamo stati li per precipitare nel baratro dopo che per mesi ci avevano assicurato che eravamo fuori dal tunnel (  baratro, tunnel, crac, spread, pil, recessione, mostri ecc. sono oramai termini di cui non si può fare a meno quando si discute di economia). C’è una analogia forte con  quanto è successo alla nave da crociera Concordia, che pur con una falla nello scafo, dai suoi megafoni, una voce rassicurava che non c’era alcun pericolo.
Noi, in Italia, ma è successo anche in Spagna, Grecia e in altri paesi , abbiamo in qualche modo cambiato il comandante, e così lo spread si è leggermente abbassato e anche le borse sembrano ripartite in positivo sebbene la previsione in tutta l’eurozona sia di recessione.
Rimangono così forti le preoccupazioni per una tenuta dell’euro, non si esclude, anzi è certo il default della Grecia, cosa che non dovrebbe succedere per l’Italia.
Mi interroga però il fatto che sempre più persone perdono il lavoro e che le imprese, soffrano anche la difficoltà di accedere al credito, sebbene dalla Bce siano arrivati alla banche  circa 500 mld di euro, di cui 116 a quelle nostrane.
Bisogna inoltre aggiungere le proteste di cui sopra, che sembrano non interessare il ns governo, né i media nazionali, anche se domani cominceranno blocchi stradali anche a Napoli Milano e altre città. Queste manifestazioni, ampiamente diffuse in rete, raccontano di agricoltori, pescatori e camionisti che non ce la fanno a tirare avanti per il costo dei carburanti e per le tasse, ma sino ad oggi sono rimasti inascoltati. A essi si associano anche piccoli commercianti e artigiani, che vedono sempre più a rischio le loro attività, molti di loro sono esasperati e non vedono una via d’uscita. Insomma non c’è da stare tranquilli, anche se il comandante è cambiato, la falla rimane e la nave imbarca acqua, l’unica cosa che è cambiata sono i megafoni che continuano a ripetere che non siamo la Grecia. E’ vero non siamo la Grecia, in Italia c’è ancora chi vive bene, lavora e guadagna anche più di prima della crisi, ma per molti le difficoltà crescono di giorno in giorno, ed  è probabile che la protesta dei Forconi proseguirà ad oltranza.

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare – lo Straniero

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare – lo Straniero:

.........................................Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell’Unione europea è precipitata. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).

Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.

Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d’animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.

UN ESPERIMENTO FOLLE

Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l’inizio dell’euro (un impoverimento di massa).

La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata “moneta unica” – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti..........................

martedì 17 gennaio 2012

Toni Negri e le cinque domande sulla crisi

Toni Negri e le cinque domande sulla crisi:

..............Se il Pil del mondo intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95 mila miliardi di dollari, le borse di tutto il mondo 50 mila miliardi, i derivati 466 mila miliardi. Tutti insieme questi mercati muovono un ammontare di ricchezza otto volte più grande di quella prodotta in termini reali: industrie, agricoltura, servizi. Tutto ciò è noto, ma ciò che spesso si dimentica è che tale processo, oltre a spostare il centro della valorizzazione e dell’accumulazione capitalistica dalla produzione materiale a quella immateriale e dello sfruttamento dal solo lavoro manuale anche a quello cognitivo, ha dato origine ad una nuova "accumulazione originaria" caratterizzata da un elevato grado di concentrazione. Per quanto riguarda il settore bancario, i dati della Federal Reserve ci dicono che dal 1980 al 2005 si sono verificate circa 11.500 fusioni, circa una media di 440 all’anno, riducendo in tal modo il numero delle banche a meno di 7.500. Al 2011, cinque Sim (Società di Intermediazione Mobiliare e divisioni bancarie: J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Usa) e cinque banche (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas) hanno raggiunto il controllo di oltre il 90% del totale dei titoli derivati. Nel mercato azionario, le strategie di fusione e acquisizione hanno ridotto in modo consistente il numero delle società quotate. Ad oggi, le prime 10 società con maggiore capitalizzazione di borsa, pari allo 0,12% delle 7.800 società registrate, detengono il 41% del valore totale, il 47% del totale dei ricavi e il 55% delle plusvalenze registrate. In tale processo di concentrazione, il ruolo principale è detenuto dagli investitori istituzionali (termine con il quale si indicano tutti quegli operatori finanziari – da Sim, a banche, a assicurazioni – che gestiscono per conto terzi gli investimenti finanziari: sono oggi coloro che negli anni ’30 Keynes definiva gli "speculatori di professione"). Oggi, sempre secondo i dati della Federal Reserve, gli investitori istituzionali trattano titoli per un valore nominale pari a 39 miliardi, il 68,4% del totale, con un incremento di 20 volte rispetto a venti anni fa. Inoltre, tale quota è aumentata nell’ultimo anno, grazie alla diffusione dei titoli di debito sovrano...............................

Sicilia: il "Movimento dei Forconi" sciopera | ilJournal.it

Sicilia: il "Movimento dei Forconi" sciopera | ilJournal.it:

La protesta monta dal basso,dal sud, dalla Sicilia dove a partire da oggi, e per tutta la settimana, agricoltori , allevatori e autotrasportatori hanno indetto uno sciopero spontaneo.

L’azione di protesta si protrarrà sino al 20 gennaio e nasce dalla voglia di protestare e reagire alla “crisi” che ha colpito soprattutto il settore primario italiano.

Cosa chiedono i manifestanti?
1La defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica,
2l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da utilizzare per arginare la crisi dell’agricoltura
3 Il congelamento delle procedure della Serit, l’agenzia siciliana che si occupa della riscossione dei tributi.......................


lunedì 16 gennaio 2012

In Sicilia lo «sciopero dei forconi»

In Sicilia lo «sciopero dei forconi»:


In Sicilia lo «sciopero dei forconi»

Incrociano le braccia autotrasportatori, agricoltori, pastori, allevatori e pescatori. Nei supermercati d’Italia potrebbero presto mancare i prodotti, a partire da frutta e ortaggi, che arrivano dalle campagne siciliane

La disoccupazione reale ha superato il 10% | CGIA MESTRE

La disoccupazione reale ha superato il 10% | CGIA MESTRE:

Bortolussi: “la disoccupazione ‘reale’ ha superato il 10%”

La CGIA di Mestre ha “definito” un nuovo indicatore: ai disoccupati censiti dall’Istat sono stati aggiunti anche i cosiddetti “sfiduciati”; ovvero coloro che hanno deciso di non cercare più attivamente un’ occupazione. Pertanto, le persone realmente senza un lavoro, secondo questa stima, sono pari a 2.580.000 unità.

“Se per l’Istat il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel novembre scorso la soglia dell’8,6%, quello reale, invece, ha superato il 10%”.

Ad affermarlo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che, assieme al suo Ufficio studi, ha “definito” un nuovo indicatore che misura la disoccupazione “reale” presente nel Paese. Chiaramente, affermano dalla CGIA, questo parametro è il frutto di un puro esercizio teorico che, tuttavia, dà il senso della difficoltà occupazionale che sta vivendo in questo momento il Paese.

giovedì 12 gennaio 2012

Blog Palermo - Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia

Blog Palermo - Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia: "Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia"

Quanto le tradizioni locali hanno influito sulla diffusione di questo mestiere?

............

Sicuramente molto sino ad ora. Oggi le nuove generazioni non hanno tanta memoria del periodo artistico di cui parlavo sopra, pertanto un po’ di “bellezza” va scomparendo per fare posto a prodotti e manufatti in cui la mano dell’uomo incide meno, prodotti che non costano molto, ma che non tramandano più questa bellezza.
Sicuramente la crisi economica di oggi incide su tutto questo, ma non quanto la perdita del gusto per il bello.
Vetrata su Fra Luigi
Vetrata su Fra Luigi
Ci sono nella sua città strutture espositive e momenti di promozione?
Purtroppo, saloni, gallerie non ce ne sono e le poche manifestazioni che vengono organizzate sono di scarsissimo profilo.
In che modo la sua attività potrebbe essere maggiormente valorizzata?
Bella domanda, in questo periodo!
Penso che i media dovrebbero intervenire di più nel rendere visibile il lavoro di tanti artigiani che ogni giorno provano a costruire ancora qualcosa di interessante per le nuove generazioni. Queste vedono il loro futuro lavorativo, e anche a ragione purtroppo, sempre meno in un mestiere di questo tipo.
Riferimenti:
Vetreria d’Arte Alabiso
Via Guglielmo Marconi, 69 - 90141 Palermo
Telefono: 091-321.545
Indirizzo email: roberto1@alabiso.org
Sito internet: www.alabiso.org

mercoledì 11 gennaio 2012

Giudice: "Le tasse arrivate per posta non sono valide"

...............Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria regionale della Lombardia che ha dichiarato «giuridicamente inesistente» una multa di 9mila euro perché «notificata solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta». ............

lunedì 9 gennaio 2012

LA7.TV Video

LA7.TV Video:

Luca Peotta alla trasmissione L'aria che tira su La7 dal minuto 31

giovedì 5 gennaio 2012

Luca Peotta e Impresecheresistono « IMPRESECHERESISTONO

Luca Peotta e Impresecheresistono « IMPRESECHERESISTONO:

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«Noi imprenditori ci sentiamo traditi dalle banche e dallo Stato» - Corriere della Sera

«Noi imprenditori ci sentiamo traditi dalle banche e dallo Stato» - Corriere della Sera:

«Non resisto più». Si firma Matteo ed è un piccolo imprenditore. Spiega come si senta assalito da tutto e da tutti: «Non so ancora quante umiliazioni dovrò subire. Quante telefonate, raccomandate, ufficiali giudiziari, responsabili vendite degli istituti giudiziari, notai, tutto per levare il protesto». Matteo si sente abbandonato a se stesso e racconta la storia amara «di quel direttore di banca che ogni anno mi faceva gli auguri dal compleanno a Natale». Ceste di regali, vino, agende, calendari, «mi chiedeva se volevo soldi per ampliare, per costruire un nuovo capannone». Oggi quando Matteo chiama in banca risponde la segretaria, «mi dice che il dottore è impegnato o malato e mi ricorda subito dello sconfino e del mutuo non ancora pagato, mi rammenta che è partita la raccomandata per il rientro immediato del castelletto, del fido, delle carte di credito. Lei sì che ha memoria».

Testimonianze.........................

mercoledì 4 gennaio 2012

Tracce N.1, Gennaio 2012 - Un lavoro nel lavoro

Tracce N.1, Gennaio 2012 - Un lavoro nel lavoro:

.............Non è soltanto una questione di meccanismi economici, come si poteva pensare fino a qualche anno fa. Di mutazione della manodopera e delocalizzazione, evoluzione tecnologica e nuove precarietà. È un fatto che va più a fondo. Perché il lavoro vale più di numeri e bilanci: dice quello che siamo. Il nostro modo di intendere noi stessi e il rapporto con la realtà. È «espressione del nostro essere»............................................

Equitalia, il cane lupo e i cittadini - LASTAMPA.it

Equitalia, il cane lupo e i cittadini - LASTAMPA.it:

..........."La guerra di cui ci occupiamo qui è una guerra fra poveri, anzi, fra impoveriti (le finanze individuali contro quelle pubbliche) ed è il sintomo di un’emergenza nazionale che precede e spiega tutte le altre: il rapporto fra i cittadini e lo Stato"...............................


martedì 3 gennaio 2012

“Io, imprenditore in crisi, ho pensato al suicidio. Ma se ne può uscire e vi racconto come” - Italia - Panorama.it

“Io, imprenditore in crisi, ho pensato al suicidio. Ma se ne può uscire e vi racconto come” - Italia - Panorama.it:

..........................“Ma suicidarsi no, mai”. Perché no? “Perché è un ripiego troppo superficiale. Suicidarsi vuol dire lasciare la propria famiglia non solo nella disperazione, ma anche nei guai. Piuttosto gli imprenditori si rivolgano a Imprese che resistono, magari non ci saranno soldi, ma si può trovare supporto morale e anche scambiarsi lavoro”.

Quello di Peotta è un appello senza retorica a chi sta pensando di mollare. E arriva da uno che a fondo ci è andato anche lui: “Non isolatevi, a tutto c’è rimedio”. Piuttosto dite: domani voglio suicidarmi. Benissimo, 24 ore prima, però, parliamone”.

BOSCH VS. FISCO/ L'esperto: così l'Italia ha perso un’altra battaglia contro l’evasione

BOSCH VS. FISCO/ L'esperto: così l'Italia ha perso un’altra battaglia contro l’evasione:

ÈA seconda del punto di vista, può essere considerata una perdita da un miliardo e 100 milioni di euro o il guadagno di 300 milioni. Come interpretare, dunque, la transazione effettuata tra l’azienda tedesca Bosch GmbH e l'Agenzia delle Entrate italiana, fino a oggi tenuta nel massimo riserbo? Il Fisco contestava al colosso industriale un’evasione da 1 miliardo e 400 milioni. In particolare, un ufficio torinese della più grande aziende mondiale produttrice di componenti per elettrodomestici, dal 1997 non avrebbe pagato una serie di tasse per l'ammontare (compresi gli interessi e le sanzioni) della cifra contestata. La Bosch, dal canto suo, si è difesa derubricando l’ufficio torinese a semplice società di consulenza e affermando di aver pagato le imposte dovute in Germania, dove la tassazione si aggira attorno al 30%. Alla fine, l’amministrazione finanziaria ha preferito l’accordo al ribasso. E ottenere 300 milioni di euro. Abbiamo chiesto a Gianni Dragoni, giornalista de Il Sole 24 Ore, di commentare la vicenda.

Secondo lei, chi ci ha guadagnato?

venerdì 30 dicembre 2011

giovedì 29 dicembre 2011

APPUNTAMENTO TELEVISIVO!!!! « IMPRESECHERESISTONO

APPUNTAMENTO TELEVISIVO!!!! « IMPRESECHERESISTONO:

QUESTA SERA A PIAZZA PULITA “LA7″ IN DIRETTA DA ROMA ORE 21 CIRCA … ICR CON LA CARISSIMA ANTONELLA LATTUADA E GIUSEPPINA VIRGILI!!!!

sabato 24 dicembre 2011

B e n e d e t to X V Educare i giovani alla giustizia e alla pace

.............................
Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in
questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti
gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio
di ricevere una formazione che li prepari in modo più
profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare
una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica.........

lunedì 19 dicembre 2011

Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it

Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it:

.........Una «crisi» infatti è come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che è addirittura «un’opportunità» (espressione che io però userei sempre con cautela o mai perché ci sono delle vittime).
Ma una «guerra» invece non è «un’opportunità» per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralità). In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra è vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come. .................

giovedì 15 dicembre 2011

SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2

SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2:

......In un sistema economico in cui la finanza si appropria della ricchezza reale senza partecipare al processo produttivo, scaricando ogni rischio sugli altri attori dell’economia reale, imprese e lavoratori, essa riesce a valorizzare smisuratamente il capitale abbandonando ai rischi di fallimento le economie reali dei diversi Paesi............ il ceto dei più ricchi e dei più privilegiati non ha alcuna disponibilità a essere coinvolto in un’operazione di solidarietà nazionale. Il governo ne è talmente consapevole che chiede soltanto l’1,5% ai capitali rientrati in Italia attraverso la grande amnistia del cosiddetto scudo fiscale...

martedì 13 dicembre 2011

La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO

La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO:

Pubblichiamo qui di seguito quanto ricevuto dall’Ing. Riccardo Rastrelli titolare della ditta SERT di Leinì (Torino) che con i suoi dipendenti ed il sindacato sta combattendo per la sopravvivenza dell’impresa messa a rischio a causa di un groviglio d’interessi in cui si mescolano politica, affari e malavita organizzata che lo ha travolto, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di trenta famiglie. Tutti i membri di ImpreseCheResistono sono invitati a dare la massima pubblicità a questa vicenda

La Sert costruisce catene di montaggio per auto, camion e veicoli industriali ed è uno dei principali fornitori del Gruppo Fiat – Iveco – Cnh a livello europeo. Con sole 28 persone riusciamo a fatturare circa 14 milioni di euro l’anno, con un fatturato medio di 500 mila euro a persona e siamo stati compresi tra le “100 aziende a più elevata tecnologia del Piemonte”
Tutti i nostri dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, con stipendi superiori alla media del settore metalmeccanico e siamo in condizione di assumere altro personale.
Nonostante tutto questo corriamo il rischio di chiudere e mettere in liquidazione l’azienda a causa di una vicenda che è ai limiti dell’assurdo: un cimitero che il Comune di Caselle Torinese ha deciso di costruire in frazione Mappano, a pochi metri del muro di cinta dello stabilimento e della casa in cui vivo con mia moglie e i miei figli
Tutto questo ci rende impossibile proseguire l’attività, perché, a meno di traslocare, con costi insostenibili, da una sede che occupiamo da 42 anni, tutte le strutture dell’azienda sono comprese nella “fascia di rispetto” prevista per i cosiddetti “luoghi di culto”, che pone il vincolo acustico e di inedificabilità assoluta entri il limite minimo di 200 metri.
Da quel momento i nostri capannoni sono inutilizzabili, invendibili, hanno perso ogni valore di mercato e naturalmente non possono più servire come garanzia per le banche.
Inoltre il cimitero è stato costruito su un terreno a rischio idrogeologico (tre inondazioni negli ultimi quindici anni) e comunque inadatto a causa delle caratteristiche idrometriche del sottosuolo, che non lascia passare l’umidità: quindi, oltre al rischio alluvione, abbiamo la certezza dell’inquinamento.
La ragione di tutto questo è molto semplice: il cimitero è solo una scusa per costruire un forno crematorio che dovrebbe servire la parte Nord della Provincia di Torino.
Sulle prime abbiamo creduto che si trattasse della operazione di sottobosco politico – affaristico trasversale, tra interessi molto più grandi di noi.
Nonostante le ripetute e documentate istanze di accesso presentate dai nostri legali, il Comune di Caselle e la Regione Piemonte per oltre un anno non ci hanno messo a disposizione la documentazione richiesta necessaria per addurre le nostre ragioni in sede cautelare presso il Tar Piemonte e il Consiglio di Stato.

Ancorché tenuto a farlo, il Comune di Leinì, sotto il quale ricade il territorio sottoposto a vincolo su cui sorge la Sert, non si è costituito in giudizio a favore di un suo concittadino e di un’azienda che paga le tasse nel suo Comune, nonostante lo stesso Tribunale Amministrativo abbia rilevato l’esplicita quanto illecita ingerenza del Comune di Caselle Torinese sul territorio del Comune di Leini per palese difetto di giurisdizione.
Ma a giugno 2011, quando Nevio Coral, ex sindaco di Leinì per due mandati, capogruppo di maggioranza e padre dell’attuale sindaco Ivano, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Minotauro” condotta dalla Procura della Repubblica di Torino, che lo ritiene il principale referente della ‘ndrangheta nella zona di Leinì e Volpiano, la criminalità organizzata si è unita all’intreccio tra politica, affari e poteri forti.
La vicenda è stata oggetto di interrogazione parlamentare n° 4/12012, presentata alla Camera in data 19 maggio u.s, per il momento ancora priva di risposta, nonostante reiterati e periodici solleciti In contemporanea, le associazioni sindacali territoriali di categoria Fiom-Cgil, Fim-cisl e Uil- Uilm hanno un inviato appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e grazie, anche al fattivo quanto fondamentale apporto fornito dalla Prefettura di Torino, nella persone dello stesso Prefetto Dott. Alberto Di Pace e dei suoi collaboratori, siamo riusciti a rimanere sul mercato, anche per merito dei lavoratori, che hanno accettato di lavorare per mesi senza retribuzione.
Va peraltro rilevato come, una volta ottenuta la documentazione da noi richiesta, il Tribunale di Torino – Sezione Staccata di Ciriè, ha stabilito in sede civile, con sentenza di primo grado non appellata e pertanto passata in giudicato, l’illecita apposizione dei predetti vincoli ed ha riconosciuto l’esistenza dei rischi idrogeologici di varia natura da noi segnalati.
Nonostante tutto e nonostante la nostra puntuale diffida, il Comune di Caselle ha regolarmente aperto il cimitero, iniziando a tumulare e a traslare da altro sito in periodo feriale, prima ancora di inaugurazione e benedizioni ufficiali, con fretta quanto meno sorprendente.
E tutto questo sebbene nel frattempo si siano verificate puntualmente esondazioni e cedimenti, quali il muro di cinta dell’abitazione della mia famiglia, che sorge a fianco dello stabilimento.
Purtroppo il tempo è ormai agli sgoccioli: la sentenza di merito del Tar Piemonte, grazie ad un’esplicita richiesta delle OO.SS., è stata fissata in data 20 dicembre p.v.
Ma ormai anche le banche che fino ad oggi ci hanno supportato, nonostante il corposo portafoglio ordini e il concreto appoggio del Gruppo Fiat, mostrano segnali di nervosismo generati dalla situazione di incertezza in cui stiamo versando.
Viceversa, in presenza di atti che confermino la possibilità della Sert di proseguire l’attività senza ostacoli indipendenti dalle nostre possibilità e capacità, sono disposte a continuare ad assicurarci il loro appoggio.
Ing. Riccardo Rastrelli

lunedì 12 dicembre 2011

La carità di Santa Lucia

La carità di Santa Lucia:

.........................La carità, come gesto veramente umano, è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa. Quando ci si accorge che qualcuno intorno a noi ha bisogno, come sempre più spesso avviene in questo periodo di crisi, ci si rende conto che quello che abbiamo non è nostro, anche quando sia stato costruito con il sudore della nostra fronte.

Ci si accorge che tutto è un dono: la vita che non ci siamo dati, la salute che non è ultimamente nelle nostre mani, l'intelligenza con cui ci muoviamo nella realtà, gli affetti, l'educazione, l'istruzione, il lavoro, il benessere più o meno grande di cui godiamo... Allora, prendere coscienza di essere donati a noi stessi ci cambia. Scopriamo che sotto l'egoismo, la cattiveria, il lamento, che non ci sono certo estranei, più grande e più potente permane in noi un cuore fatto di desiderio di bontà, giustizia, verità, che chiede solo di essere ridestato... Così, ci muoviamo per sopperire al bisogno di altri, a esempio, partendo per il Terzo Mondo, come molti missionari; oppure dando vita a opere di carità nei più svariati campi, come mostra la storia delle nostre città; o, molto più semplicemente, dando un po' dei nostri soldi a qualcuno impegnato in queste imprese. Ma, commossi nel profondo, quando torniamo alle nostre attività quotidiane, non ci muoviamo più come prima..........
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giovedì 8 dicembre 2011

http://icrl.wordpress.com/2011/12/07/due-appuntamenti-televisivi-nazionali/

martedì 6 dicembre 2011

Le «Considerazioni generali» del 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2011



Prigionieri dei poteri finanziari, che fanno rigore ma non sviluppo
La società è fragile, isolata e eterodiretta. Ma il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, articolazione socio-economica interna, relazionalità, rappresentanza
Roma, 2 dicembre 2011 – Fragili, isolati e eterodiretti. In questi mesi la società italiana si è rivelata fragile, isolata e eterodiretta. Nel picco della crisi 2008-2009 avevamo dimostrato una tenuta superiore a tutti gli altri, guadagnandoci una good reputation internazionale. Ma ora siamo fragili a causa di una crisi che viene dal non governo della finanza globalizzata e che si esprime sul piano interno con un sentimento di stanchezza collettiva e di inerte fatalismo rispetto al problema del debito pubblico. Siamo isolati, perché restiamo fuori dai grandi processi internazionali (rispetto all’Unione europea, alle alleanze occidentali, ai mutamenti in corso nel vicino Nord Africa, ai rampanti free rider dell’economia mondiale). E siamo eterodiretti, vista la propensione degli uffici europei a dettarci l’agenda. I nostri antichi punti di forza (la capacità di adattamento e i processi spontanei di autoregolazione nel welfare, nei consumi, nelle strategie d’impresa) non riescono più a funzionare. «Viviamo esprimendoci con concetti e termini che nulla hanno a che fare con le preoccupazioni della vita collettiva (basti pensare a quanto hanno tenuto banco negli ultimi mesi termini come default, rating, spread, ecc.) e alla fine ci associamo ‒ ma da prigionieri ‒ alle culture e agli interessi che guidano quei concetti e quei termini».

martedì 29 novembre 2011

Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News

Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News:


"All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti"

Massimo Mazzucchelli, imprenditore di Besnate, ha portato la voce delle piccole "imprese che resistono" a Granditalia, la conferenza nazionale organizzata a Monza dal Pd


«Un nostro cliente, in America, ci ha chiamato "la Cadillac dei dispenser", in Germania ci hanno detto: "probabilmente la migliore qualità al mondo". Non lo dico per autocelebrarmi ma noi piccoli imprenditori italiani veniamo percepiti così. Sì ma c'è un grosso problema, soltanto all'estero». QuandoMassimo Mazzuchelli tocca questo tasto dolente gli applausi lo interrompono. L'imprenditore di Besnate, voce delle "Imprese che resistono" è stato invitato a parlare alla "Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa", organizzata a Monza dal Pd. «Nel nostro paese c'è un problema fondamentale di comunicazione. In Italia quando parlano di noi dicono che siamo evasori, siamo furbetti e quando siamo costretti a licenziare lo facciamo per lucrare, perfino sulla pelle dei nostri dipendenti. Diciamolo: non è così! E ci siamo stufati di sentire queste cose». .................

sabato 26 novembre 2011

http://www.bancoalimentare.it/colletta-alimentare-2011/la-gnca