domenica 14 marzo 2010
Lotta alla povertà in Europa Dalla Caritas 5 proposte
sabato 13 marzo 2010
La crisi affonda i poveri di Torino
le persone in difficoltà non sono aumentate ma stanno peggio
Non sono aumentate ma stanno peggio. Sono le persone in difficoltà a Torino e provincia secondo i dati dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas del capoluogo piemontese dai quali emerge che, se la situazione negli ultimi anni è abbastanza stazionaria dal punto di vista quantitativo è però peggiorata da quello qualitativo.
Oggi a Torino sono, infatti, fra le 100 e le 110mila le persone che vivono una situazione di difficoltà, di cui il 5% in una condizione di povertà “cronica” (sempre di più donne e immigrati), e quasi il 20% del totale è passata dalla condizione di “soggetti vulnerabili” in cui erano lo scorso anno a quella di “vulnerati”, ossia a quella “povertà” grigià delle persone “normali” cadute in uno stato di bisogno di assistenza. .......................
venerdì 12 marzo 2010
Crisi Economica: 20 anni per tornare ai livelli precedenti del rapporto tra debito e Pil
La BCE ha diffuso la notizia secondo cui la situazione economica causata dalla crisi ha portato i paesi Europei (e non solo) a utilizzare enormi risorseper cercare di frenare il crollo, i fallimenti, e per arrestare disoccupazione e aumentare gli ammortizzatori sociali.
Su questa base, la stima redatta oggi pomeriggio dalla banca europea è che ci vorranno quasi 20 anni, quindi non prima del 2029, per riportare i bilanci ai livelli pre-crisi, nelrapporto tra Pil e Debito Pubblicoe nella situazione fiscale...................................
L'imprenditore Hans Reitz: così il microcredito può cambiar la vita di 14 milioni di europei
.....................In cosa consiste il modello Grameen Social Business?
Forniamo una struttura per affrontare questioni sociali combinando il know-how del mondo del business con un’aspirazione al cambiamento sociale. Il nostro esempio originale è la Grameen Bank.
Quello che sta promuovendo è un business model piuttosto che il sistema del microcredito in generale...
Penso che il modo migliore per implementare il microcredito a livello mondiale sia utilizzare il modello proposto attraverso le Grameen Social Businesses, modello che può essere utilizzato, e applicato, in tanti modi diversi. Il nostro focus principale è sul microcredito, che secondo me è uno strumento di business in grado di migliorare la qualità della vita di milioni di persone............................
Crisi economica: Bersani, non ci serve presidente Consiglio che fa pronostici
Reggio Emilia, 11 mar. - (Adnkronos) -
"Sono sicuro che l'Italia ce la fara', ma non con un governo che sta con le mani in mano e interroga la sfera di cristallo". Ad affermarlo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, questa sera a Reggio Emilia a margine di una manifestazione dedicata alla scuola. "Non ci serve -insiste Bersani- un presidente del Consiglio che fa i pronostici e i commenti, o che fa lo psichiatra e che ci dice che la crisi e' o non e' psicologica". Secondo il leader dei Democratici serve invece "un presidente del Consiglio che si occupi del problema e, francamente, siamo assolutamente sotto soglia nell'intervento su questa crisi e su questo non c'e' dubbio. Ci vogliono -chiosa infine- interventi piu' consistenti".
Mentana Condicio
Puntata dell'11 marzo
di Enrico Mentana
Caro direttore, c'è un'occasione da non perdere per chi ama l'informazione. La vogliamo cogliere insieme? In questi giorni stiamo vedendo quanto stupida può essere una regola che spegne tutti i programmi televisivi di approfondimento, pur di non correre il rischio di influenzare la campagna elettorale per le Regionali. Il primo ed esemplare risultato è che il cittadino-elettore non ha potuto farsi attraverso lo strumento televisivo un'idea più motivata sul caos delle liste.......................................

Uno sguardo illuminante sulle Pmi, pancia, motore e speranza del Paese
giovedì 11 marzo 2010
INFLAZIONE: IL TEMPO DEGLI AVVOLTOI!
Dunque niente ondata internazionale di inflazione? «E' sempre una soluzione, quando c' è un' enorme massa di debito pubblico o privato. Sarebbe un rimedio pessimo, ma forse meno degli altri due possibili: l' insolvenza o il ricorso a prelievi di fatto forzosi. Sottotraccia, è la soluzione a cui molti pensano, ma finché non riprenderà la domanda nelle nostre economie e la disoccupazione non calerà, un rapido aumento dei prezzi nel 2010 mi pare difficile. Senza domanda non c' è inflazione». Nei mercati finanziari però la si vede. Con le banche centrali paralizzate dalla crisi, si rischiano nuove bolle? «Per 10-15 anni l' effetto che chiamo dell' "operaio cinese", l' import a basso costo dall' Asia, ha tenuto freddi i prezzi al consumo mentre l' enorme liquidità creava inflazione nei prezzi delle case o delle azioni. Anche ora la Borsa e le materie prime sono in ripresa. Se e dove ci sia una bolla non lo so. So che abbiamo attuato politiche che hanno scongiurato una depressione, ma che potrebbero anche gettare i semi di un' altra crisi». I debiti delle banche nazionalizzati, poi nuova speculazione per la finanza e magari l' inflazione per alleggerire i debiti dei governi: davvero si può chiedere ai ceti medio-bassi di pagare tutto per tutti? «Quando ci sono enormi spostamenti di ricchezza, ci sono sempre grandi problemi redistributivi e elettori scontenti. Cambiano anche le gerarchie fra Paesi...
Ebbene mentre da oltre un anno economisti, analisti e media, agitavano lo spettro dell'inflazione o della stagflazione, Icebergfinanza,...........................
Cgil Sicilia. Redditi più bassi ed aumento disoccupazione
Palermo, 10 mar. - (Adnkronos) - In un'Italia in crisi, come dimostrano anche le ultime previsioni Istat sul Pil 2009 (-5,1), la Sicilia e' tra le regioni che pagano i prezzi piu' alti in termini di produzione di ricchezza, di reddito disponibile, di occupazione. Il Pil nel 2008, anno in cui e' cominciata la crisi nel paese viaggiava su -1%, in Sicilia invece su - 1,1%.Anche gli occupati nel 2008 sono diminuiti in maniera piu' consistente nell'isola (-0,7 contro -0,1). Mentre il reddito disponibile delle famiglie siciliane, al netto dell'imposizione fiscale, fatta 100 la media nazionale si e' attestato a 71,4, quasi trenta punti in meno.
A tracciare il quadro delle ricadute della crisi nel Paese e in Sicilia e' la Cgil in uno studio dell'Ires presentato oggi in una conferenza stampa. Assieme all'analisi le proposte del sindacato per ''un fisco piu' giusto e per sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione'' che saranno al centro venerdi' dello sciopero generale proclamato dalla Cgil su scala nazionale con manifestazioni nelle principali citta
Il governo regala 6 mesi di cassa integrazione all'opposizione
La proposta di prolungare di 26 settimane la cassa integrazione ordinaria ha finito per aprire una polemica abbastanza esplicita tra il Governo, nella persona del ministro Maurizio Sacconi, e la maggioranza della Commissione Lavoro della Camera. Si tratta dunque di una storia che merita di essere raccontata da parte del sottoscritto che - suo malgrado - è stato uno dei protagonisti.
Cominciamo dall’inizio. L’opposizione chiede di avvalersi del regolamento per calendarizzare per l’Aula, prima delle elezioni, un blocco (sei) di progetti di legge che prefiguravano una riforma degli ammortizzatori sociali. Chi scrive è nominato relatore in sede referente in Commissione Lavoro. Fin dalle prime battute emergono subito degli ambiti di possibile convergenza...........................
E sulla cassa lunga 18 mesi arriva i altola della Ragioneria
Stop del Governo alla cassa lunga
mercoledì 10 marzo 2010
PICCOLI/BESNATE - "La politica continua a guardare"
BESNATE - «Finora ce l’abbiamo fatta da soli. A 15 mesi dall’inizio della crisi la politica cos’ha fatto? Niente». E’ l’analisi impietosa di “Imprese che resistono” nelle parole della responsabile lombarda del movimento Laura Costato. «La boccata d’ossigeno non c’è stata». Unica misura vera, lamoratoria sui mutui, che infatti i piccoli chiedono di prorogare.
Lunedì sera a Besnate, un altro round di confronto tra icandidati alle regionali e i piccoli imprenditori del territorio. L’atmosfera è come sempre più ovattata rispetto alle infuocate adunate di Jerago, ma anche stavolta i politici, più che le banche, vengono messi con le spalle al muro. Saranno le seggiole di legno dell’Auditorium di Jerago che danno un’idea più ruspante delle poltroncine rosse del cinema Incontro di Besnate.
Sarà che a pochi giorni di distanza allo sfogo ci si aspetterebbe di andare più sul costruttivo, o forse subentra la rassegnazione rispetto ad una politica che ascolta ma non agisce a dovere. «Le promesse dei ministri a Vergiate? Zero» conferma il presidente degli Artigiani Giorgio Merletti. Non è in campagna elettorale ma la parte di quello sferzante la recita lui.
«La politica deve agevolare quella parte del paese che vuole lavorare con serietà – ricorda Merletti – invece comanda sempre quello 0,6% di grandi imprese legate a Confindustria, mentre i piccoli penano per ottenere i pagamenti e subiscono continuamente la burocrazia inutile, vedi l’ultimo provvedimento sulla tracciabilità dei rifiuti che obbliga il parrucchiere a dotarsi del gps per trasportare gli scarti dei capelli».
I politici, forse scottati dopo la mini-contestazione a Raffaele Cattaneo a Jerago, rimangono molto sulle proprie, e il dibattito non s’infuoca. Segno di un incontro più costruttivo o di una rassegnazione diffusa? Non basta la richiesta di «incentivi automatici al posto dei bandi» fatta da Stefano Tosi (Pd) né l’invocazione leghista di Alessandro Vedani sull’«accesso agli appalti pubblici, dove si dovrebbero favorire le associazioni temporanee di impresa tra le PMI piuttosto che il gioco dei sub-sub-appalti in mano ai grandi gruppi», né tantomeno l’elenco delle misure della Regione sciorinato da Cattaneo, a cui risponde Trasparano La Cognata, imprenditore meccanico: «I 10 o 15mila euro di incentivi sono pagliuzze con troppi paletti.
Il lavoro ce lo cerchiamo noi, voi fate leggi adeguate per gli imprenditori onesti». La platea chiede di più. «Rispetto delle regole, nient’altro» invocano gli imprenditori messi in ginocchio dalla concorrenza dell’estremo oriente. Da dove arriva di tutto e di più, anche perché «siamo un colabrodo e hanno pure depenalizzato la legge anti-contraffazione» denuncia Merletti. Ricette? Poche. «La riforma fiscale è un tema da affrontare» prova a dare uno spunto Dario Di Vico. «Credito vero, fisco più giusto, una politica industriale» le priorità di Imprese che resistono.
Andrea Aliverti
Artigiano fiorentino in crisi economica compie 10 rapine, arrestato dai Carabinieri
La crisi del debito in Grecia ha spezzato in due l'Unione Europ
...........Questa eurozona a due velocità causerà risentimento e aggraverà la sfiducia fra i grandi e i piccoli stati, fra il nord e il sud del Vecchio Continente. E’ questo il modo in cui funziona il potere nel mondo reale, ma l'Unione è stata creata per lavorare diversamente.
L'opposizione politica interna o la corte costituzionale tedesca possono ancora rendere impossibile a Berlino di partecipare al salvataggio. Un paese dell’eurozona incapace di trovare fondi a basso costo sui mercati dovrebbe a quel punto affrontare la scelta di rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale, dichiarandosi inadempiente, o cercando di rinegoziare il suo debito............................
Orrore nelle carceri italiane: i bambini detenuti
in carcere con le loro mamme in Italia (quest'anno in media circa 60)
(testo e link under construction)
disponibile un piccolo libro con immagini scattate da cinque artisti fotografi,
straordinario documento di dramma, orrore, vergogna incredibile,
e normalmente invisibile : i bambini innocenti in carcere.
Equitalia ha metodi da usura 'Soffoca migliaia di imprese'
"Così abbiamo inventato l'Isola dei Cassintegrati"

Dal 24 febbraio scorso un gruppo di dipendenti in cassa integrazione della Vinyls (ex Enichem, industria chimica di Porto Torres) si è autoesiliato sull'isola dell'Asinara, «trincerati in un'isola simbolo, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni ci hanno messo davanti». La loro è una provocazione, «perché c'è l'Italia dei famosi e quella di chi sta perdendo il posto di lavoro», spiega uno di loro. «Noi rappresentiamo quest'ultima e ci fa un po' rabbia che per avere visibilità ci siamo dovuti inventare una parodia della televisione e affidare la nostra iniziativa a Facebook».
Detto fatto, è nato il gruppo L'isola dei cassintegrati che già viaggia oltre i 35 mila aderenti. Spiega a "L'espresso" Michele Azzu, creatore del gruppo, figlio di uno dei lavoratori e musicista in Inghilterra: «L'idea dell'Isola dei cassintegrati su Facebook è nata quasi per gioco. O meglio, una scommessa con me stesso. Mio padre Salvatore è uno dei cassintegrati dopo 30 anni di lavoro. Ho pensato che creando un gruppo gestito e pubblicizzato in maniera adeguata sarebbe stato possibile raggiungere almeno un bacino di un migliaio di utenti e i risultati hanno senza dubbio oltrepassato ogni immaginazione». ...................................
E Londra s’inventa la sterlina di quartiere
E se ne resta in tasca qualche esemplare lo si cambia di nuovo, prima di salire su un vagone della metropolitana londinese e lasciarsi Brixton alle spalle. Il grosso, com’è naturale che sia, lo usano quelli del posto. È creata da loro e per loro. Da un’idea di Tim Nichols, che da queste parti s’è trasferito più o meno un anno fa, e con la collaborazione di Transition Town Brixton, organizzazione locale che ha a cuore il tema dell’ecologia. Nichols ha le sue idee, da condividere con la comunità: «È una sfida importante. Basti pensare che Brixton è Londra, vale a dire uno dei grandi centri finanziari del pianeta.
E noi vogliamo portare avanti questo progetto locale, antitetico a tutte le regole del sistema delle banche». Se c’è crisi, tocca salvaguardarsi. Ragionamento semplice, lineare: «Vogliamo inculcare l’idea di localismo, così da dare una mano al commercio locale». Se il tour può cominciare da Morley’s, il luogo del primo impatto, poi non può che continuare attraverso il Brixton Market, che un po’ ricorda i bazar mediorientali, senza peraltro trasmetterne l’irresistibile fascino. La miglior cartina al tornasole per capire quanto il progetto abbia fatto presa tra la gente. Un occhio a destra, un altro a sinistra: l’impressione è che sia soltanto l’inizio, per dirla con linguaggio da ’68. Del resto, si è partiti a ritmo lento: solo quarantamila banconote (da 1, 5, 10 e 20 sterline) messe in circolazione. .................................
martedì 9 marzo 2010
Famiglie, 500 miliardi di debiti
Lavoro nero fuori controllo nell’Isola
Crisi, accordo bipartisan sulla Cig si allungherà di sei mesi
lunedì 8 marzo 2010
sabato 6 marzo 2010
1.800 regionali, inutili cercalavoro
Tanto per rendere l’idea questo apparato siciliano da solo costituisce il 60 per cento circa dell’intero parco dipendenti della Regione Lombardia che conta 3 mila e 600 unità. I Cpi e gli Sportelli multifunzionali che dovrebbero far incontrare domanda e offerta di lavoro in Sicilia non funzionano, e la disoccupazione “vola”.
Secondo l’ultimo rilevamento Istat, l’occupazione in Lombardia è al 67 per cento della popolazione, l’Isola sfiora il 50%.
Confusione ed incertezza
di Roberto Alabiso
Tra le tante notizie ascoltate in questi ultimi giorni, è evidente che un po’ di confusione e incertezza di giudizio, siano leciti. I fatti accaduti, in politica per le Regionali, gli scandali sulla Protezione civile, oppure su Telecom e Fastweb, non ci possono lasciare indifferenti. Siamo giunti, senza che ce ne siamo resi conto, sempre affaccendati e presi dai problemi che la vita quotidiana ci pone innanzi, ad una situazione preoccupante. Forse la colpa è anche un po’ nostra, chi di noi comuni cittadini, si è mai spinto oltre le notizie sul Gazzettino dello Sport, oppure sulle vicende della Nazionale, su quale auto avesse più cavalli, o se il cellulare di ultima generazione avesse il touch screen e tante altre banalità. La colpa è certamente nostra, ma non solo. Il sistema economico, che oggi è in crisi, una crisi che non è una congiuntura casuale, ma conseguenza di una evidente discrepanza con i reali bisogni delle gente comune, ci spinge alla ossessiva rincorsa di beni spesso inutili o superflui e a modelli di vita “fasulli”. Sino a ieri, solo per fare un esempio, una notizia sul Tg2 Rai, e noi paghiamo il canone, reclamizzava un tipo di occhiali inutili sotto il profilo ottico, che hanno una funzione meramente estetica; certo , il settore è in crisi e va sostenuto anche con prodotti del genere, ma è veramente paradossale! E’ un po’ come cercare di vendere i frigoriferi agli eschimesi, tranne che loro non sono fessi. Il vero motivo della crisi è in una capacità produttiva enorme che non ha più un mercato capace assorbire più del 60/70% delle merci prodotte. Quale via d’uscita possiamo prevedere? Chi s’interessa di problemi economici e macroeconomici, non ha una risposta, e nemmeno i politici. Occorre un cambiamento che nessuno ha il coraggio di cominciare ad intraprendere, si cerca di salvare una barca che fa acqua da ogni parte. Tappi un buco ma se ne apre un altro. Il debito pubblico degli Stati è enorme, e stiamo assistendo in questi giorni a cosa sta accadendo in Grecia. Si dice che l’Europa saprà gestire questa situazione, tant’e che i Bond greci sono andati a ruba, ma a me non convince, e poi chi ne paga le conseguenze è sempre e soltanto il popolo, perché chi può, ha già depositato le proprie ricchezze in Svizzera, come da noi è successo con lo scudo fiscale; ripuliti i milioni illegali, questi sono rimasti la dove erano, con buona pace di tutti. Chi in Italia ha lavorato e lavora onestamente e non ce la fa più a tirare avanti, viene lasciato morire nell’indifferenza delle istituzioni, che hanno sempre problemi più grandi cui pensare: i loro.
Per quanto riguarda la crisi e l’ aumento della disoccupazione causata dalla chiusura delle imprese che non ce la fanno, la selezione darwiniana della specie di cui già scrivevo quest’estate, bisogna anche dire che la cassa integrazione speciale per le Pmi sta rimandando per alcune di queste, il fallimento, ma in Sicilia dove vivo io, cioè al Sud ,non dobbiamo dimenticare che molte imprese che avevano dipendenti in nero, è ovvio che di Cigs non ne possono percepire, e questi lavoratori che pur portavano qualcosa a casa, vanno in ogni caso a sommarsi ai disoccupati ufficiali, anche se ciò non essendo numericamente visibile,non viene reso noto.
Nessun politico, ho mai visto stracciarsi le vesti per chi perde il lavoro, seppur questo è il fondamento della nostra Repubblica, come lo sono elezioni e tutto il resto che fanno del nostro, ancora, un paese democratico.