domenica 14 marzo 2010

Lotta alla povertà in Europa Dalla Caritas 5 proposte

Una mobilitazione senza precedenti nella Chiesa cattolica europea contro la povertà. Le Caritas di tutte le diocesi hanno lanciato «Zero poverty», una campagna di pressione ad ogni livello, dalla Commissione di Bruxelles ai governi nazionali alle amministrazioni locali perché il 2010, anno europeo di lotta alla povertà, porti misure politiche concrete. La recessione senza precedenti incorso nel Vecchio continente ha portato ad oggi 23,5 milioni d’europei a vivere con meno di dieci euro al giorno, mentre un europeo su cinque, secondo Eurobarometro, non possiede un’abitazione adeguata.

sabato 13 marzo 2010

La crisi affonda i poveri di Torino

le persone in difficoltà non sono aumentate ma stanno peggio

TORINO

Non sono aumentate ma stanno peggio. Sono le persone in difficoltà a Torino e provincia secondo i dati dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas del capoluogo piemontese dai quali emerge che, se la situazione negli ultimi anni è abbastanza stazionaria dal punto di vista quantitativo è però peggiorata da quello qualitativo.

Oggi a Torino sono, infatti, fra le 100 e le 110mila le persone che vivono una situazione di difficoltà, di cui il 5% in una condizione di povertà “cronica” (sempre di più donne e immigrati), e quasi il 20% del totale è passata dalla condizione di “soggetti vulnerabili” in cui erano lo scorso anno a quella di “vulnerati”, ossia a quella “povertà” grigià delle persone “normali” cadute in uno stato di bisogno di assistenza. .......................

venerdì 12 marzo 2010

Crisi Economica: 20 anni per tornare ai livelli precedenti del rapporto tra debito e Pil

La BCE ha diffuso la notizia secondo cui la situazione economica causata dalla crisi ha portato i paesi Europei (e non solo) a utilizzare enormi risorseper cercare di frenare il crollo, i fallimenti, e per arrestare disoccupazione e aumentare gli ammortizzatori sociali.

Su questa base, la stima redatta oggi pomeriggio dalla banca europea è che ci vorranno quasi 20 anni, quindi non prima del 2029, per riportare i bilanci ai livelli pre-crisi, nelrapporto tra Pil e Debito Pubblicoe nella situazione fiscale...................................

Imprese che resistono (Video Mattina 5 del11 marzo 2010)




L'Associazione imprese che resistono alla crisi ( dal 23° minuto in poi)

L'imprenditore Hans Reitz: così il microcredito può cambiar la vita di 14 milioni di europei

.....................In cosa consiste il modello Grameen Social Business?

Forniamo una struttura per affrontare questioni sociali combinando il know-how del mondo del business con un’aspirazione al cambiamento sociale. Il nostro esempio originale è la Grameen Bank.

Quello che sta promuovendo è un business model piuttosto che il sistema del microcredito in generale...

Penso che il modo migliore per implementare il microcredito a livello mondiale sia utilizzare il modello proposto attraverso le Grameen Social Businesses, modello che può essere utilizzato, e applicato, in tanti modi diversi. Il nostro focus principale è sul microcredito, che secondo me è uno strumento di business in grado di migliorare la qualità della vita di milioni di persone............................

Crisi economica: Bersani, non ci serve presidente Consiglio che fa pronostici


Reggio Emilia, 11 mar. - (Adnkronos) -

"Sono sicuro che l'Italia ce la fara', ma non con un governo che sta con le mani in mano e interroga la sfera di cristallo". Ad affermarlo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, questa sera a Reggio Emilia a margine di una manifestazione dedicata alla scuola. "Non ci serve -insiste Bersani- un presidente del Consiglio che fa i pronostici e i commenti, o che fa lo psichiatra e che ci dice che la crisi e' o non e' psicologica". Secondo il leader dei Democratici serve invece "un presidente del Consiglio che si occupi del problema e, francamente, siamo assolutamente sotto soglia nell'intervento su questa crisi e su questo non c'e' dubbio. Ci vogliono -chiosa infine- interventi piu' consistenti".

Mentana Condicio



Puntata dell'11 marzo

2010


di Enrico Mentana

Caro direttore, c'è un'occasione da non perdere per chi ama l'informazione. La vogliamo cogliere insieme? In questi giorni stiamo vedendo quanto stupida può essere una regola che spegne tutti i programmi televisivi di approfondimento, pur di non correre il rischio di influenzare la campagna elettorale per le Regionali. Il primo ed esemplare risultato è che il cittadino-elettore non ha potuto farsi attraverso lo strumento televisivo un'idea più motivata sul caos delle liste.......................................



Uno sguardo illuminante sulle Pmi, pancia, motore e speranza del Paese

...........................Lo hanno fatto con un convegno, tardivo ma determinante per il futuro delle pmi, che si è svolto al Cinema Capranica di Roma, di fronte a Montccitorio. Da questo convegno è nato il cosiddetto patto dcl Capranica che dovrebbe, entro la prima metà di quest'anno, mettere assieme queste forze oggi disperse. In un certo senso, il Patto del Capranica costituisce la conclusione, lo sbocco (per il moniento) dcl prezioso libro di Di Vico che ha il merito di aver reso concretamente visibile un'Italia laboriosa, disposta a rischiare e a investire, che conosce le ricette della modernizzazione ma che sinora è stata nascosta dai riti e dai drappeggi di un' Italia che non c'è pi . Un'Italia sopravvissuta, in gran parte parassitaria, che per farsi coraggio invita a ogni piè sospinto gli altri a farsi «su le maniche» ma che, lei, non se le fa mai su. Anche perché, oggi. non basta rimboccarsi le maniche ma bisogna rimboccarsi il cervello. A qudsta operazione, gran parte delle Pmi italiane, è abituata da tempo........

giovedì 11 marzo 2010

INFLAZIONE: IL TEMPO DEGLI AVVOLTOI!

......................Come ha ricordato in una recente intervista al Corriere della Sera nel dicembre dello scorso anno, l'attuale numero due di Morgan Stanley in Europa, Domenico Siniscalco, ricordato anche come ministro dell'economia, l' inflazione..."sottotraccia, è la soluzione a cui molti pensano...":

Dunque niente ondata internazionale di inflazione? «E' sempre una soluzione, quando c' è un' enorme massa di debito pubblico o privato. Sarebbe un rimedio pessimo, ma forse meno degli altri due possibili: l' insolvenza o il ricorso a prelievi di fatto forzosi. Sottotraccia, è la soluzione a cui molti pensano, ma finché non riprenderà la domanda nelle nostre economie e la disoccupazione non calerà, un rapido aumento dei prezzi nel 2010 mi pare difficile. Senza domanda non c' è inflazione». Nei mercati finanziari però la si vede. Con le banche centrali paralizzate dalla crisi, si rischiano nuove bolle? «Per 10-15 anni l' effetto che chiamo dell' "operaio cinese", l' import a basso costo dall' Asia, ha tenuto freddi i prezzi al consumo mentre l' enorme liquidità creava inflazione nei prezzi delle case o delle azioni. Anche ora la Borsa e le materie prime sono in ripresa. Se e dove ci sia una bolla non lo so. So che abbiamo attuato politiche che hanno scongiurato una depressione, ma che potrebbero anche gettare i semi di un' altra crisi». I debiti delle banche nazionalizzati, poi nuova speculazione per la finanza e magari l' inflazione per alleggerire i debiti dei governi: davvero si può chiedere ai ceti medio-bassi di pagare tutto per tutti? «Quando ci sono enormi spostamenti di ricchezza, ci sono sempre grandi problemi redistributivi e elettori scontenti. Cambiano anche le gerarchie fra Paesi...

Ebbene mentre da oltre un anno economisti, analisti e media, agitavano lo spettro dell'inflazione o della stagflazione, Icebergfinanza,...........................

Cgil Sicilia. Redditi più bassi ed aumento disoccupazione

Palermo, 10 mar. - (Adnkronos) - In un'Italia in crisi, come dimostrano anche le ultime previsioni Istat sul Pil 2009 (-5,1), la Sicilia e' tra le regioni che pagano i prezzi piu' alti in termini di produzione di ricchezza, di reddito disponibile, di occupazione. Il Pil nel 2008, anno in cui e' cominciata la crisi nel paese viaggiava su -1%, in Sicilia invece su - 1,1%.Anche gli occupati nel 2008 sono diminuiti in maniera piu' consistente nell'isola (-0,7 contro -0,1). Mentre il reddito disponibile delle famiglie siciliane, al netto dell'imposizione fiscale, fatta 100 la media nazionale si e' attestato a 71,4, quasi trenta punti in meno.

A tracciare il quadro delle ricadute della crisi nel Paese e in Sicilia e' la Cgil in uno studio dell'Ires presentato oggi in una conferenza stampa. Assieme all'analisi le proposte del sindacato per ''un fisco piu' giusto e per sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione'' che saranno al centro venerdi' dello sciopero generale proclamato dalla Cgil su scala nazionale con manifestazioni nelle principali citta

Il governo regala 6 mesi di cassa integrazione all'opposizione

La proposta di prolungare di 26 settimane la cassa integrazione ordinaria ha finito per aprire una polemica abbastanza esplicita tra il Governo, nella persona del ministro Maurizio Sacconi, e la maggioranza della Commissione Lavoro della Camera. Si tratta dunque di una storia che merita di essere raccontata da parte del sottoscritto che - suo malgrado - è stato uno dei protagonisti.

Cominciamo dall’inizio. L’opposizione chiede di avvalersi del regolamento per calendarizzare per l’Aula, prima delle elezioni, un blocco (sei) di progetti di legge che prefiguravano una riforma degli ammortizzatori sociali. Chi scrive è nominato relatore in sede referente in Commissione Lavoro. Fin dalle prime battute emergono subito degli ambiti di possibile convergenza...........................

E sulla cassa lunga 18 mesi arriva i altola della Ragioneria

L'ipotesi cli allungare di sei mesi la durata della cassa integrazione ordinariaper gestire il dopo-crisi (la proposta di legge approvata due giorni fa iii commissione Lavoro di Montecitorio limita l'intervento al 2010 e al ami) divideilPdleincassalostop dellaRagioneria generale dello stato. Ieri a sostenere l'iniziativa su cui ilniinistro Maurizio Saccpni ha preannunciato il parere negativo delgoverno è stato il presidente della cornmissione, Silvano Moffa (Pdl), che ha difeso il compito del parlamento a intervenire su materie legislative così delicate e sulle quali «si apre sempre un confronto tra diverse opzioni». Un punto di vista diametralmente opposto a quello del collega di partito Maurizio Castro, membro della commissione Lavoro del Senato, secondo il quale è stato commesso un «errore clamoroso». .......................................

Stop del Governo alla cassa lunga

Doccia fredda del governo sul prolungamento della cassa integrazione ordinaria. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha annunciato parere negativo sull'emendainento bipartisan che porta da 52 a 78 settimane la durata massima della Cig. Un «no» a cui si è aggiunto anche Quello della Ragioneria generale dello Stato convinta che la misura comporti «oneri aggiuntivi» per la finanza pubblica senza un'idonea Sacconi dice no copertura. Il semaforo rosso governativo ha suscitato dure proteste dall'opposizione e provocato malumori anche nella maggioranza. Sacconi ieri ha ribadito che la nuova misura è «inutile» dato che la cassa straurdinaria e quella in deroa coprono «duttilmente e fiessibilmente per un tempo indefinito tutti i lavoratori che hanno i requisiti». Quindi ha annunciando che il governo si opporrà all'approvazione della norma, il cui cammino parlamentare è ora segnato. ........................

mercoledì 10 marzo 2010

PICCOLI/BESNATE - "La politica continua a guardare"

BESNATE - «Finora ce l’abbiamo fatta da soli. A 15 mesi dall’inizio della crisi la politica cos’ha fatto? Niente». E’ l’analisi impietosa di “Imprese che resistono” nelle parole della responsabile lombarda del movimento Laura Costato. «La boccata d’ossigeno non c’è stata». Unica misura vera, lamoratoria sui mutui, che infatti i piccoli chiedono di prorogare.

Lunedì sera a Besnate, un altro round di confronto tra icandidati alle regionali e i piccoli imprenditori del territorio. L’atmosfera è come sempre più ovattata rispetto alle infuocate adunate di Jerago, ma anche stavolta i politici, più che le banche, vengono messi con le spalle al muro. Saranno le seggiole di legno dell’Auditorium di Jerago che danno un’idea più ruspante delle poltroncine rosse del cinema Incontro di Besnate.

Sarà che a pochi giorni di distanza allo sfogo ci si aspetterebbe di andare più sul costruttivo, o forse subentra la rassegnazione rispetto ad una politica che ascolta ma non agisce a dovere. «Le promesse dei ministri a Vergiate? Zero» conferma il presidente degli Artigiani Giorgio Merletti. Non è in campagna elettorale ma la parte di quello sferzante la recita lui.

«La politica deve agevolare quella parte del paese che vuole lavorare con serietà – ricorda Merletti – invece comanda sempre quello 0,6% di grandi imprese legate a Confindustria, mentre i piccoli penano per ottenere i pagamenti e subiscono continuamente la burocrazia inutile, vedi l’ultimo provvedimento sulla tracciabilità dei rifiuti che obbliga il parrucchiere a dotarsi del gps per trasportare gli scarti dei capelli».

I politici, forse scottati dopo la mini-contestazione a Raffaele Cattaneo a Jerago, rimangono molto sulle proprie, e il dibattito non s’infuoca. Segno di un incontro più costruttivo o di una rassegnazione diffusa? Non basta la richiesta di «incentivi automatici al posto dei bandi» fatta da Stefano Tosi (Pd) né l’invocazione leghista di Alessandro Vedani sull’«accesso agli appalti pubblici, dove si dovrebbero favorire le associazioni temporanee di impresa tra le PMI piuttosto che il gioco dei sub-sub-appalti in mano ai grandi gruppi», né tantomeno l’elenco delle misure della Regione sciorinato da Cattaneo, a cui risponde Trasparano La Cognata, imprenditore meccanico: «I 10 o 15mila euro di incentivi sono pagliuzze con troppi paletti.

Il lavoro ce lo cerchiamo noi, voi fate leggi adeguate per gli imprenditori onesti». La platea chiede di più. «Rispetto delle regole, nient’altro» invocano gli imprenditori messi in ginocchio dalla concorrenza dell’estremo oriente. Da dove arriva di tutto e di più, anche perché «siamo un colabrodo e hanno pure depenalizzato la legge anti-contraffazione» denuncia Merletti. Ricette? Poche. «La riforma fiscale è un tema da affrontare» prova a dare uno spunto Dario Di Vico. «Credito vero, fisco più giusto, una politica industriale» le priorità di Imprese che resistono.


Andrea Aliverti

Artigiano fiorentino in crisi economica compie 10 rapine, arrestato dai Carabinieri

Firenze, 10 mar. - (Adnkonos) - Faceva l'imbianchino. Fino a qualche settimana fa. Poi, travolto dalla crisi economica e da problemi famigliari, per sbarcare il lunario si e' trasformato, a 58 anni, in rapinatore seriale: dieci colpi in dieci giorni, per racimolare i soldi con i quali andare avanti. E' la storia di un uomo, arrestato ieri mattina a Firenze dai carabinieri...............

La crisi del debito in Grecia ha spezzato in due l'Unione Europ

...........Questa eurozona a due velocità causerà risentimento e aggraverà la sfiducia fra i grandi e i piccoli stati, fra il nord e il sud del Vecchio Continente. E’ questo il modo in cui funziona il potere nel mondo reale, ma l'Unione è stata creata per lavorare diversamente.

L'opposizione politica interna o la corte costituzionale tedesca possono ancora rendere impossibile a Berlino di partecipare al salvataggio. Un paese dell’eurozona incapace di trovare fondi a basso costo sui mercati dovrebbe a quel punto affrontare la scelta di rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale, dichiarandosi inadempiente, o cercando di rinegoziare il suo debito............................

Orrore nelle carceri italiane: i bambini detenuti

A margine di un convegno sui bambini da 0 a 3 anni
in carcere con le loro mamme in Italia (quest'anno in media circa 60)

(testo e link under construction)

disponibile un piccolo libro con immagini scattate da cinque artisti fotografi,
straordinario documento di dramma, orrore, vergogna incredibile,
e normalmente invisibile : i bambini innocenti in carcere.

Equitalia ha metodi da usura 'Soffoca migliaia di imprese'

Bresso: 'Cinquantamila famiglie con rischiano il lastrico, sosterrò una class action'. La denuncia del consigliere comunale Udc, Goffi che come avvocato da anni si batte contro la 'spregiudicatezza' con la quale società pubblica riscuote debiti erariali. Ipoteche emesse a fronte di debiti da esigere per centinaia di milioni di euro in gran parte di artigiani, commercianti, piccoli imprenditori che rischiano il fallimento......

"Così abbiamo inventato l'Isola dei Cassintegrati"


Dal 24 febbraio scorso un gruppo di dipendenti in cassa integrazione della Vinyls (ex Enichem, industria chimica di Porto Torres) si è autoesiliato sull'isola dell'Asinara, «trincerati in un'isola simbolo, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni ci hanno messo davanti». La loro è una provocazione, «perché c'è l'Italia dei famosi e quella di chi sta perdendo il posto di lavoro», spiega uno di loro. «Noi rappresentiamo quest'ultima e ci fa un po' rabbia che per avere visibilità ci siamo dovuti inventare una parodia della televisione e affidare la nostra iniziativa a Facebook».

Detto fatto, è nato il gruppo L'isola dei cassintegrati che già viaggia oltre i 35 mila aderenti. Spiega a "L'espresso" Michele Azzu, creatore del gruppo, figlio di uno dei lavoratori e musicista in Inghilterra: «L'idea dell'Isola dei cassintegrati su Facebook è nata quasi per gioco. O meglio, una scommessa con me stesso. Mio padre Salvatore è uno dei cassintegrati dopo 30 anni di lavoro. Ho pensato che creando un gruppo gestito e pubblicizzato in maniera adeguata sarebbe stato possibile raggiungere almeno un bacino di un migliaio di utenti e i risultati hanno senza dubbio oltrepassato ogni immaginazione». ...................................

E Londra s’inventa la sterlina di quartiere

.......... Una sterlina per una Brixton-sterlina, la moneta nuova di zecca, locale che più locale non si può, come di tempi del Medioevo, quando il conio nazionale era ancora di là da venire. Si cambia qui, si spende qui.

E se ne resta in tasca qualche esemplare lo si cambia di nuovo, prima di salire su un vagone della metropolitana londinese e lasciarsi Brixton alle spalle. Il grosso, com’è naturale che sia, lo usano quelli del posto. È creata da loro e per loro. Da un’idea di Tim Nichols, che da queste parti s’è trasferito più o meno un anno fa, e con la collaborazione di Transition Town Brixton, organizzazione locale che ha a cuore il tema dell’ecologia. Nichols ha le sue idee, da condividere con la comunità: «È una sfida importante. Basti pensare che Brixton è Londra, vale a dire uno dei grandi centri finanziari del pianeta.

E noi vogliamo portare avanti questo progetto locale, antitetico a tutte le regole del sistema delle banche». Se c’è crisi, tocca salvaguardarsi. Ragionamento semplice, lineare: «Vogliamo inculcare l’idea di localismo, così da dare una mano al commercio locale». Se il tour può cominciare da Morley’s, il luogo del primo impatto, poi non può che continuare attraverso il Brixton Market, che un po’ ricorda i bazar mediorientali, senza peraltro trasmetterne l’irresistibile fascino. La miglior cartina al tornasole per capire quanto il progetto abbia fatto presa tra la gente. Un occhio a destra, un altro a sinistra: l’impressione è che sia soltanto l’inizio, per dirla con linguaggio da ’68. Del resto, si è partiti a ritmo lento: solo quarantamila banconote (da 1, 5, 10 e 20 sterline) messe in circolazione. .................................

martedì 9 marzo 2010

Famiglie, 500 miliardi di debiti



..........................Secondo le ultime rilevazioni contenute nel supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia, dunque, l’ammontare dei prestiti concessi alle famiglie ha raggiunto a fine gennaio quota 498.999 milioni di euro contro i 468.918 milioni di gennaio 2009. In un anno l’aumento è stato del 6,4%. A crescere sia il credito al consumo che i mutui. Nel primo caso i debiti degli italiani sono infatti saliti a oltre 57 miliardi di euro (dai 54 miliardi circa di gennaio 2009), mentre per quanto riguarda i prestiti per l’acquisto di abitazioni il totale è arrivato a superare i 282 miliardi (contro i 264 miliardi di gennaio dell’anno scorso). L’ammontare dei prestiti per altri scopi è invece pari a circa 160 miliardi di euro, 10 in più del gennaio dell’anno scorso..............................

Lavoro nero fuori controllo nell’Isola

Cresce il fenomeno dell’occupazione irregolare, nonostante l’azione di contrasto della Guardia di Finanza in Sicilia. Barbera (Cisl): “Lavoratori che non risulteranno negli elenchi del 2010 dell’Agenzia delle Entrate”

Crisi, accordo bipartisan sulla Cig si allungherà di sei mesi

...........Moltissimi, soprattutto al Sud, temono di finire nelle maglie del lavoro nero. Nelle isole addirittura il 91 per cento si sente "molto esposto" o comunque esposto al rischio di essere costretto ad accettare un lavoro in nero. La percentuale risale all'80 per cento per il Sud, al 69 per cento per il Centro ed è in media del 73 per cento; sotto la media, oltre al Centro, il Nord Ovest (70 per cento) e il Nord-Est (53 per cento). Dall'indagine emerge inoltre che il 54 per cento dei disoccupati poteva contare su un unico stipendio per mantere la propria famiglia, e l'84 per cento di questi ha una famiglia composta da almeno due persone. Di conseguenza, il 66 per cento dei disoccupati oggi non è in grado di mantenere la propria famiglia, percentuale che scende al 36 se si considera solo il segmento dei lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali.

lunedì 8 marzo 2010

Effetto Domino su La7

Nella trasmissione interviene Luca Peotta portavoce di Impresecheresistono

sabato 6 marzo 2010

1.800 regionali, inutili cercalavoro

PALERMO - Trecento strutture periferiche, più di 2 mila persone che vi lavorano, oltre 100 milioni di euro spesi l’anno. E’ una struttura mastodontica, quella della Regione che tratta specificatamente tutta la sfera relativa alle politiche attive del lavoro.
Tanto per rendere l’idea questo apparato siciliano da solo costituisce il 60 per cento circa dell’intero parco dipendenti della Regione Lombardia che conta 3 mila e 600 unità. I Cpi e gli Sportelli multifunzionali che dovrebbero far incontrare domanda e offerta di lavoro in Sicilia non funzionano, e la disoccupazione “vola”.
Secondo l’ultimo rilevamento Istat, l’occupazione in Lombardia è al 67 per cento della popolazione, l’Isola sfiora il 50%.
Si potrebbe benissimo dire che la Sicilia ha bisogno di contare su strutture massicce per rilanciare la sua economia e ridare linfa vitale al mercato dell’occupazione. Solo che anche in questo caso i risultati sono deprimenti: perché mentre la virtuosa Lombardia conta su un’occupazione che arriva, secondo l’ultimo rilevamento Istat, al 67 per cento della popolazione, la Sicilia invece sfiora di poco il 50 per cento. In pratica si spende molto di più in servizi per favorire l’occupazione pur contando su oltre 15 punti percentuali di differenza con la regione del Nord in fatto di lavoratori attivi. I dati sono abbastanza eloquenti e da soli bastano per parlare di una politica del lavoro attuata dalla Regione che ha tutto il sapore del grande fallimento...........Dal privato arriva pochissimo. Non so dire però quali dati sono in possesso dei singoli centri per l’impiego. I Cpi hanno l’opportunità di caricare le offerte di lavoro sul nostro portale. Perché ne arrivano poche? Non lo so”. Attualmente sono caricate 194 offerte di lavoro tra pubblico e privato. Scorrendo si può notare che si tratta in realtà quasi tutti di concorsi pubblici e di richieste per lavorare fuori dalla Sicilia.

Confusione ed incertezza

di Roberto Alabiso

Tra le tante notizie ascoltate in questi ultimi giorni, è evidente che un po’ di confusione e incertezza di giudizio, siano leciti. I fatti accaduti, in politica per le Regionali, gli scandali sulla Protezione civile, oppure su Telecom e Fastweb, non ci possono lasciare indifferenti. Siamo giunti, senza che ce ne siamo resi conto, sempre affaccendati e presi dai problemi che la vita quotidiana ci pone innanzi, ad una situazione preoccupante. Forse la colpa è anche un po’ nostra, chi di noi comuni cittadini, si è mai spinto oltre le notizie sul Gazzettino dello Sport, oppure sulle vicende della Nazionale, su quale auto avesse più cavalli, o se il cellulare di ultima generazione avesse il touch screen e tante altre banalità. La colpa è certamente nostra, ma non solo. Il sistema economico, che oggi è in crisi, una crisi che non è una congiuntura casuale, ma conseguenza di una evidente discrepanza con i reali bisogni delle gente comune, ci spinge alla ossessiva rincorsa di beni spesso inutili o superflui e a modelli di vita “fasulli”. Sino a ieri, solo per fare un esempio, una notizia sul Tg2 Rai, e noi paghiamo il canone, reclamizzava un tipo di occhiali inutili sotto il profilo ottico, che hanno una funzione meramente estetica; certo , il settore è in crisi e va sostenuto anche con prodotti del genere, ma è veramente paradossale! E’ un po’ come cercare di vendere i frigoriferi agli eschimesi, tranne che loro non sono fessi. Il vero motivo della crisi è in una capacità produttiva enorme che non ha più un mercato capace assorbire più del 60/70% delle merci prodotte. Quale via d’uscita possiamo prevedere? Chi s’interessa di problemi economici e macroeconomici, non ha una risposta, e nemmeno i politici. Occorre un cambiamento che nessuno ha il coraggio di cominciare ad intraprendere, si cerca di salvare una barca che fa acqua da ogni parte. Tappi un buco ma se ne apre un altro. Il debito pubblico degli Stati è enorme, e stiamo assistendo in questi giorni a cosa sta accadendo in Grecia. Si dice che l’Europa saprà gestire questa situazione, tant’e che i Bond greci sono andati a ruba, ma a me non convince, e poi chi ne paga le conseguenze è sempre e soltanto il popolo, perché chi può, ha già depositato le proprie ricchezze in Svizzera, come da noi è successo con lo scudo fiscale; ripuliti i milioni illegali, questi sono rimasti la dove erano, con buona pace di tutti. Chi in Italia ha lavorato e lavora onestamente e non ce la fa più a tirare avanti, viene lasciato morire nell’indifferenza delle istituzioni, che hanno sempre problemi più grandi cui pensare: i loro.

Per quanto riguarda la crisi e l’ aumento della disoccupazione causata dalla chiusura delle imprese che non ce la fanno, la selezione darwiniana della specie di cui già scrivevo quest’estate, bisogna anche dire che la cassa integrazione speciale per le Pmi sta rimandando per alcune di queste, il fallimento, ma in Sicilia dove vivo io, cioè al Sud ,non dobbiamo dimenticare che molte imprese che avevano dipendenti in nero, è ovvio che di Cigs non ne possono percepire, e questi lavoratori che pur portavano qualcosa a casa, vanno in ogni caso a sommarsi ai disoccupati ufficiali, anche se ciò non essendo numericamente visibile,non viene reso noto.

Nessun politico, ho mai visto stracciarsi le vesti per chi perde il lavoro, seppur questo è il fondamento della nostra Repubblica, come lo sono elezioni e tutto il resto che fanno del nostro, ancora, un paese democratico.

Lavoro, la Cig torna a crescere A febbraio aumento del 12,4%


Edilizia.In un anno chiuse 600 imprese

Vogliamo vivere, non morire d'impresa