giovedì 16 febbraio 2012

Laura Costato ad Iceberg

ICEBERG TELELOMBARDIA 13/02/2012 « IMPRESECHERESISTONO
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La  testimonianza di Laura Costato, imprenditrice che resiste sia alla crisi ,che  alla burocrazia del sistema italiano e ad una pressione fiscale tra le più alte al mondo.

mercoledì 15 febbraio 2012

Tornate alle vostre cabine, c'è Sanremo


Spesso non trovando altra spiegazione a una data questione o a un fatto e al  perché e come alcune cose possano accadere, siamo ragionevolmente indotti a pensare che una causa debba pur esserci, e non raramente, se ne abbiamo interesse, ovvero siamo provocati ad approfondire i fatti, possiamo arrivare alle vere cause. Questo succede solo se ci interessa, altrimenti non siamo disposti a sprecare le nostre energie e quel poco tempo che abbiamo. Così se qualcosa non entra in rapporto con il nostro essere, appunto inter- essere, o meglio ancora non ci ferisce, di quel qualcosa, anche se ne veniamo a conoscenza, vi restiamo alla superficie. Oggi ho letto  l'ennesima notizia del  suicidio di un imprenditore di Catania, un uomo di 57 anni, che produceva macchinari per l'agricoltura.
Un' altra notizia, apparentemente meno tragica, decisamente meno tragica ma grave, è la chiusura a Palermo e Trapani dei negozi Migliore,  tra i primi grandi centri commerciali della Sicilia, circa 260 dipendenti.
Non ho detto a mio padre che la settimana scorsa ha chiuso De Magistris, la più storica cartoleria palermitana, è molto anziano ed è sempre stato per lui il negozio in cui si recava più volentieri da sempre, prendendo anche due autobus, sinchè ce l'ha fatta, solo per acquistare una matita.
Ciò che mi interroga è che sono notizie, cui non dovremmo abituarci come invece facciamo, ma  è sempre stato così, a prescindere dalla loro gravità.
 Importante è che non ci tocchino, non ci feriscano direttamente, e così rimangono fatti lontani da noi e che non  cambiano di una virgola le nostre giornate.
In Grecia, di cui non si parla molto nei media volutamente, ci sono famiglie che lasciano i loro figli a scuola perché possano avere  da mangiare, non potendo fare più la spesa per tutti.
Eppure si sprecano fiumi di parole per Sanremo e Celentano e la Rai.  La nostra tv di Stato ci costa 110 euro l'anno, e non siamo disposti a restare inerti di fronte a ciò che non condividiamo e magari potremmo anche creare pagine su Facebook o gruppi che stiano a discutere di queste cose. Se negli altri canali privati, si trasmette popò, non fa niente, queste non le paghiamo e quindi, va bene tutto.
Questa crisi economica, detta così per convenzione, perché è ben altro da quanto molti pensano, sta cambiando le abitudini di molti e tante, tantissime  parole si utilizzano per farci credere che è così che deve andare, anzi le crisi ben vengano, sono occasione di cambiamento in meglio. Anch'io ho detto queste cose, ma sono trascorsi due anni e allora ci speravo, ma camminando in bici, tra casa mia e il laboratorio dove lavoro, mi accorgo del moltiplicarsi vendesi e affittasi che prendono il posto di altrettanti negozi che chiudono ogni giorno.


Lo spread, però,  per fortuna è sceso, le borse e i mercati sono in risalita, e a Palermo tra qualche giorno apre il “centesimo” altro grande centro commerciale di Zamparini, quindi tutto è okay, perché porsi altre domande, tornate nelle vostre cabine che il peggio ormai è passato!

Scusate dimenticavo: siamo in recessione, recessione così detta tecnica che forse vuol dire che non è teorica cioè che è pratica, realmente effettiva, vera lo ha detto l’Istat,  il pil è in calo dello 0,7%. Caspita non me n’ero accorto.
E per chi non vuole tornare alle cabine, poco male, c’è sempre musica nella grande sala dei vip.

martedì 14 febbraio 2012

INTUIZIONE E APPLICAZIONE: L'ETICA DEL LAVORO ARTIGIANO | Quaderni di ricerca sull' artigianato

INTUIZIONE E APPLICAZIONE: L'ETICA DEL LAVORO ARTIGIANO | Quaderni di ricerca sull' artigianato:

INTUIZIONE E APPLICAZIONE: L’ETICA DEL LAVORO ARTIGIANO

14/02/2012 L’artista come artigiano potenziato: o meglio, artista e artigiano come due facce di una stessa medaglia, dal cui dialogo e dal cui confronto nasce quell’eccellenza che si traduce in differenza, in unicità, invantaggio competitivo. Ma una riflessione sull’eccellenza artigianale dell’Italia contemporanea, che restituisca una visione significativa di quelsaper-fare che rappresenta un vero giacimento culturale per il nostro paese[1], deve necessariamente porsi in relazione con le matriciintellettuali, culturali, tecniche e artistiche che ne costituiscono la base. E deve partire da una riflessione in merito alla rilevanza economica di questo mondo: “quattro milioni di piccole aziende, otto milioni di partite IVA rappresentano per il Paese un patrimonio di imprenditorialità. Ma se questi signori, da quando aprono bottega fino a sera, hanno la sensazione di lavorare ‘contro’, c’è qualcosa che non va”[2].
Benché la crisi non le abbia risparmiate, e nonostante la grave crisi di rappresentatività che ormai da anni accompagna il lavoro dei maestri d’arte in Italia[3], le imprese artigiane costituiscono tuttora una rete capillare e interconnessa, su cui di fatto si basa il successo diun’economia incentrata su intuizione, impegno, sperimentazione e tradizione. Ma il problema del ricambio generazionale si fa sentire: pur in assenza di dati disaggregati si può dire che solo un 5% degli artigiani siano attualmente sotto la soglia dei 35 anni, mentre la presenza delle donne si attesta ancora intorno al 20%..............................

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lunedì 13 febbraio 2012

Alcoa, così fallisce un territorio

Alcoa, così fallisce un territorio:

L’effetto domino causato da Alcoa, un territorio in ginocchio, i costi elevatissimi e inutili degli ammortizzatori sociali quando la soluzione sarebbe trovare dei nuovi acquirenti per le industrie che vanno via dall’Italia, il futuro del Sulcis nelle bonifiche ambientali, i costi dell’energia mai davvero risolti. Tutto questo in un breve video che percorre i principale problemi di questa regione e le tappe storiche che ne hanno segnato la crisi, dalle miniere alle cattedrali nel deserto, dalle bellissime spiagge ai veleni delle fabbriche.

GRECIA: LA GRANDE DEPRESSIONE DEL 2012!icebergfinanza | icebergfinanza

GRECIA: LA GRANDE DEPRESSIONE DEL 2012!icebergfinanza | icebergfinanza:

.......Stefano Zamagni, docente di Economia politica all’università di Bologna, interviene con parole dure, in un’intervista a Il Messaggero, sulla questione del debito della Grecia.

ROMA – Per Stefano Zamagni, docente di Economia politica all’università di Bologna, l’Europa sta commettendo l’errore gravissimo di «ragionare con la testa dei tecnocrati, che non conoscono la Storia e la matrice culturale di ciascun paese».

I sacrifici imposti alla Grecia saranno controproducenti?
«La Storia ce lo insegna: se a un popolo si impongono sanzioni troppo pesanti poi le cose vanno a finire male. Oltretutto a Bruxelles dovrebbero ricordarsi che la Grecia è un Paese diverso dagli altri».

Diverso in che senso?
«La Grecia ha dato più di ogni altro paese alla cultura occidentale, a cominciare dal concetto di democrazia, ma non è mai riuscita a tradurre e ad applicare nel suo Paese quei concetti e quei principi. La Grecia è un paradosso, e anche questa è una parola che hanno inventato i greci»................


sabato 11 febbraio 2012

Intervista a Monti negli States


venerdì 10 febbraio 2012

giovedì 9 febbraio 2012

“SERVIZIO PUBBLICO” … QUESTA SERA ORE 21.00 « IMPRESECHERESISTONO

“SERVIZIO PUBBLICO” … QUESTA SERA ORE 21.00 « IMPRESECHERESISTONO:

LAURA COSTATO E ANTONELLA LATTUADA IN RAPPRESENTANZA DI ICR QUESTA SERA ALLE 21.00 AL PROGRAMMA TV “SERVIZIO PUBBLICO”

mercoledì 8 febbraio 2012

la Bellezza come sorpresa



La polemica sorta intorno allo spettacolo di Castellucci di qualche giorno  fa, mette in  risalto la questione di un linguaggio sempre più incomprensibile di  tanta espressione artistica di questo periodo. Penso alla mano di Catelan,  per rimanere a Milano ma a tante installazioni, cui questo ditone medio rimanda anche se  stabilmente collocato in Piazza della Borsa. Le istallazioni sono effimere per natura, costruite per durare poco e con l’unico solo scopo di farne conoscere l'autore a più gente possibile, pertanto più sono provocatorie e meglio è. Di queste manifestazioni, spesso banali e prive di senso,  (è raro, ma  ci sono artisti che fanno anche cose interessanti) , non rimane traccia, se non qualche strascico di polemica o nei rendiconti di Comuni Provincie o Regioni,  finanziatori a nostre spese. Oggi accade meno, c' è la crisi, e a volte sono anche sponsorizzate da compagnie telefoniche e multinazionali.
Quando in questi eventi artistici ci si mette di mezzo il sacro, diventa pressoché impossibile leggere l'opera, sempre lo sia, per le contraddizioni evidenti che  risultano, volenti o meno uno degli ingredienti principali, spesso ampiamente citati da tutti i media proprio ed esclusivamente per il carattere ambiguo e anticattolico.

Per giudicare la bellezza e la qualità di uno spettacolo teatrale , di un dipinto o di un film, forse dovremmo chiedere ad un fornaio, a un idraulico, a un pescatore, a un venditore di frutta e verdura oppure a un pastore e ad una casalinga e così, forse, soltanto ciò che è evidentemente bellezza potrebbe essere riconosciuta. Non tutti oggi sono in grado di comprender i linguaggi dell’arte attuale, anche se ci sono pescatori e fornai laureati, abbiamo bisogno di un critico, di qualcuno “studiato nella critica", che ha una buona capacita dialettica e sa interpretare, valutare, distinguere e sottolineare.
Ma la bellezza o la bontà  come diceva una pubblicità del salmone in scatola, é semplice e quindi tutti dovrebbero essere in condizione di riconoscerla, anche se oramai, come per la dichiarazione dei redditi, per pagare infatti (o eludere), le tasse, serve un commercialista, per capire un’opera  occorre chi  la spieghi completamente da cima a fondo, essa non è sufficiente da sola di farsi comprendere né tanto meno di stupire, nel senso più compiuto del termine, cioè di suscitare stupore, come accade a un bambino quando dice, facendo commuovere mamma e papà :  - che belloooo!!! - ;

Un certo mondo dell’arte è diventato anch’esso privilegio, se così possiamo dire, di una  casta di intellettuali, di banchieri e finanzieri, che usano le opere come fossero titoli e obbligazioni, ma molte di queste,  non ha nessun vero valore d’arte, cioè non sono segno di nulla, non rimandano a nulla, non stupiscono. Un’opera d’arte  è tale perche in ciò che immediatamente si vede manca l’oggetto cui questa rimanda, che in un dato istante appare, ma è dello spettatore e soltanto suo, fosse anche lo stesso autore in questa veste. Un’opera è come un indicazione, dice, guarda oltre, ciò cui anche l’autore nel momento creativo tenta di guardare. C’è sempre un "più in là", come nella poesia di Montale, e l’artista è colui che lo pre-sente e prova a svelarlo, ma è egli stesso, nel suo fare, destinatario di un dono inaspettato.  Se chi dipinge, scrive o scolpisce non guarda oltre se, anche lo spettatore farà lo stesso, o almeno così succede quasi sempre,  ma se  un pittore o un regista vede più lontano, anche chi guarda l’opera è trasportato più lontano, a cercare più in profondità il significato della realtà; quindi  al  bello e al vero, pensiamo a Mozart o a Michelangelo. Nell’arte non ci sono regole e la tecnica é sempre a servizio di una maggiore libertà, non  è  vincolo ma uno tra gli elementi che fanno riconoscere i maestri.
Per tornare a Castellucci, io non l’ho visto e non lo farò, penso abbia sfruttato come tanti artisti o pseudo artisti oggi, il tam tam mediatico che si eccita in situazioni di questo tipo, e così, dopo questa ennesima polemica ricorderemo soltanto il Salvator Mundi, dipinto da un vero maestro, e riguardarLo sarà una sorpresa. Sempre e ogni volta.



venerdì 3 febbraio 2012

Caro Monti, io non sono per il posto fisso, ma….



Ho avuto, quando mi sono laureato, una certa possibilità di scelta del mio lavoro. Avevo infatti un “posto fisso”, ma ho scelto un “posto libero”, che credo diverso da come Lei lo immagina per i giovani, oggi. Una breve premessa, qual’ora non se ne ricordasse, di cosa è l’ Italia,  da dove proviene la nostra cultura e quali sono i nostri tesori. Ciò che abbiamo quotidianamente sotto i ns occhi , facendo parte del paesaggio, cui siamo abituati, non lo vediamo. Io dico che molto lo dobbiamo anche alla presenza cristiana in Italia e in Europa , non ci sarebbe stata la Cappella Sistina e nemmeno la Cupola del Brunelleschi a Firenze, ma anche opere minori, o il territorio stesso, che dove salvaguardato, svela la sapienza a e l’affezione di chi ci ha vissuto, e non direi in maniera monotona. Io sono siciliano e si sa, noi terroni del Sud amiamo a dismisura il nostro mare e il nostro cielo, i nostri cibi e desideriamo avere vicino le persone care; quando emigravamo in America, per fame, non mi pare in fondo fossimo così soddisfatti. Non credo sia il massimo fare sempre l’operaio alla Fiat di Termini Imerese a vita , tant’è che da li Marchionne ha deciso di andar via, ma nemmeno dover vivere in Cina o In Lussemburgo o anche  Manhattan, tranne fosse per realizzare la propria vita li, come molti giovani italiani hanno già fatto, portandosi via i loro cervelli migliori in tempi non sospetti. Quindi direi che molta della bellezza del paese dove siamo nati, è il risultato di lavoro stabile, i contadini o i pastori si sono spostati pochissimo dalle loro terre e anche gli artigiani, e gli insegnanti e gli ingegneri. Quindi il posto fisso che Lei intende con accezioni negative, la monotonia del lavoro sempre uguale, penso sia rivolto esclusivamente al pubblico impiego, e anche a un mestiere come il Suo di professore universitario lo è. Ma è stato proprio così noioso il suo lavoro? Non credo. Come non credo sia bene cambiare mestiere a ogni chiaro di luna, e nemmeno cambiare luogo di lavoro, stare più tempo  nello stesso posto anche tutta la vita lo ritengo un valore, così come fare lo stesso mestiere se si ha la fortuna di mettere a frutto i propri talenti e costruire li, dove si è una società migliore, costruendo rapporti umani di reciproca stima, non di prevaricazione o sfruttamento della posizione del bisogno altrui.
Così avviene invece, quasi sempre, dove il lavoro risulta precario e temporaneo. 

FINANZA/ C’è una "mano" più pericolosa dei derivati

FINANZA/ C’è una "mano" più pericolosa dei derivati:

di Mauro Bottarelli

...........Prendiamo in considerazione, per volumi e cifre, la sola Cina. Lo Stato è il principale azionista delle 150 industrie più grandi del Paese e ha, di fatto, il controllo di altre centinaia: di queste, la sola China Mobile, gestore telefonico statale, è un gigante con 600 milioni di utenti. Di più, le aziende a controllo statale - le cosiddette Soes (State-owned enterprises) - pesano per l’80% del valore del mercato azionario cinese e tre di loro compaiono nella classifica mondiale delle dieci imprese a maggior redditività, contro solo due europee. E l’ultima decade ha visto esplodere questi numeri: le 121 principali Soes cinesi hanno visto crescere i loro assets totali da 360 miliardi di dollari nel 2002 e 2,9 triliardi nel 2010 e, addirittura, durante il biennio 2007-2008 hanno goduto di un extra-boost, visto che in quel periodo l’85% degli 1,4 triliardi di dollari di prestiti bancari sono andati ad aziende a controllo statale.
Inoltre, anche aziende cinesi apparentemente private come la Lenovo godono in realtà di enormi finanziamenti da parte di organismi statali e di veri e propri favori, come l’acquisto da parte del governo di Pechino della divisione personal computer della Ibm per 1,25 miliardi di dollari nel 2004. Ci sono poi gli attivissimi e rapaci fondi sovrani, come la Safe Investment Company, che a dicembre 2011 controllava qualcosa come 568 miliardi di dollari, o la China Investment Corporation, con i suoi 410 miliardi. Insomma, una forza devastante contro cui nessuna azienda privata può concorrere, vista anche la capacità manipolatoria del governo cinese verso lo yuan e il suo potere di interdizione e ricatto politico. Un vero oligopolio, una dittatura che può “creare” interi settori, mentre i concorrenti privati possono solo sperare di poter “operare” negli stessi. Ecco chi sono i nuovi padroni, i masters del mercato, i motori della crescita in un mondo in perenne recessione.....................

P.S.2: Agenzia France Press: «Si allungano le mani della Cina sul settore energetico portoghese. Lisbona ha infatti annunciato di apprestarsi a cedere per 592 milioni di euro il 40% della Rete elettrica nazionale a una società cinese e a un’altra dell’Oman. In particolare, ha spiegato il ministro del Tesoro, Maria Albuquerque, la China State Grid pagherà 387 milioni di euro per il 25% di Ren mentre la Omani Oil verserà 205 milioni di euro per un altro 15%.  Lo scorso dicembre il governo portoghese aveva già venduto per 2,7 miliardi di euro il 21,35% della società energetica nazionale Energias de Portugal al gruppo China Three Gorges nell’ambito del programma di dismissioni cui era stato condizionato il piano di aiuti da 78 miliardi di Fmi e Ue». A proposito.

mercoledì 1 febbraio 2012

Le aziende e i prestiti dell banche di Raffaello Vignali


...........Non mi ascrivo tra quelli che vedono nelle banche il nemico contro il quale scagliarsi; il nemico semmai è la crisi, le banche sono strumenti essenziali per lo sviluppo e la crescita. Lo sono a tal punto che quando non danno credito l’economia rallenta. In questi mesi, soprattutto a partire dall’autunno scorso, chi vive a contatto con le imprese non ha potuto non registrare una forte restrizione del credito, fino ad arrivare ad una immobilità assoluta. Le imprese del manifatturiero devono pagare a vista i fornitori di materie prime, il cui costo è peraltro aumentato fortemente; i clienti non pagano (pubblica amministrazione in testa); le banche non riconoscono le fatture e non fanno credito. Stanno “saltando” moltissime imprese sane, e l’assurdo è che oggi falliscono per crediti e non per debiti. L’edilizia è ferma anche perché le banche da mesi non erogano nuovi mutui. Sono fondate le critiche delle banche italiane all’introduzione anticipata di Basilea 3, così come quelle relative alle decisioni suicide dell’Eba: non serve essere economisti per comprendere come si tratti di misure procicliche che contribuiscono a creare un credit crunch peggiore di quello registrato nei mesi a cavallo tra 2008 e 2009. .............................

martedì 31 gennaio 2012

ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi. « IMPRESECHERESISTONO

ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi. « IMPRESECHERESISTONO:

ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi.

Pubblicato da ICR su gennaio 27, 2012

A sostegno dell’iniziativa dell’On. Marco Beltrandi abbiamo deciso che anche ICR parteciperà attivamente: Antonella Lattuada,Luca Peotta e Laura Costato dalla mezzanotte di oggi non assumeranno cibo.

Radio Città  Benevento - MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Radio Città Benevento - MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE:

MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESEMARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU
RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Marco Beltrandi, deputato Radicale e membro della Commissione di
Vigilanza RAI, è all’ottavo giorno di sciopero della fame ad oltranza
ha, tra l’altro, dichiarato:

«l’obiettivo è quello di aiutare il Governo Monti, nel quale ripongo
massima fiducia, a recepire nel più breve tempo certo in Italia la
Direttiva europea sui RITARDI di tutti i PAGAMENTI alle piccole e
medie IMPRESE e ai PROFESSIONISTI. È una questione di diritti negati
sia da carenze normative intollerabili, e denunciate da tempo anche
con la presentazione in parlamento della proposta di legge (n. 3753)
Beltrandi – Misiani, firmata da tutti i gruppi politici eccetto la
Lega Nord, sia dal non funzionamento della giustizia civile, per il
quale da tempo i radicali chiedono l’unico rimedio strutturale
adeguato, l’AMNISTIA. E’ una questione fondamentale per salvare
aziende e vite umane, oltre a posti di lavoro, e a quella crescita
economica ritenuta essenziale anche per l’equilibrio dei conti
pubblici. Occorre una risposta in tempi certi e brevi a tutto questo,
perché il denaro è degli imprenditori, dei professionisti, dei
lavoratori che hanno svolto il loro lavoro>>.

ICR (impresecheresistono) da sempre sostiene questa giusta battaglia.
L'onorevole Beltrandi è quindi giunto all'8° giorno di sciopero della
fame per sostenere la proposta di legge sul ritardo dei pagamenti. Ora
ha anche la febbre, ma vuole continuare perché scrive "credo che
questa iniziativa meriti ancora di essere sostenuta".
Qui sotto vi riporto il suo indirizzo mail e vi chiedo di inviare,
qualche riga di appoggio ed incoraggiamento per la sua iniziativa. Le
mail le legge tutte.
Grazie
Pietro Di Lorenzo
Imprese che resistono Campania

lunedì 23 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA INVIATO A TUTTA LA STAMPA NAZIONALE

Pubblicato da ICR su gennaio 22, 2012
COMUNICATO STAMPA DI : “IMPRESECHERESISTONO”-movimento spontaneo PMI -

Villafalletto,  22 Gennaio 2012


DECRETO   CRESCITA   ITALIA:

Accogliamo con soddisfazione l’istituzione  del “tribunale per le imprese” contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo Monti.
Siamo profondamente delusi dal mancato intervento sull’annosa questione dei termini  dei pagamenti  non solo della Pubblica Amministrazione, ma anche tra aziende private.  Un problema che solleviamo da oltre 2 anni nel silenzio assordante delle associazioni di categoria.
Quello dei ritardi dei pagamenti, dopo il calo dei fatturati, è la principale causa di chiusura delle aziende e della conseguente perdita di posti di lavoro, sottolineiamo il gravissimo fenomeno dei suicidi di parecchi imprenditori che ultimamente molti media hanno riportato.
Inascoltati dal governo precedente, da oltre due anni tentiamo di sottoporre l’attenzione  i seguenti  provvedimenti, che se adottati velocemente  potrebbero salvare migliaia di aziende dalla chiusura:
1)- BLOCCO IMMEDIATO DELL’ESECUTIVITA’ DI EQUITALIA : predisposizione di una moratoria dei debiti fiscali senza applicazione di sanzioni con applicazione di interessi pari a quelli del costo attuale del denaro in BCE.
2)- PROVVEDIMENTO IVA PER CASSA : versamento dell’imposta al momento del pagamento della fattura e prevedendo l’impossibilità di registrazione per il debitore della stessa fino all’avvenuto saldo del dovuto ( a sostegno della liquidità aziendale e a riduzione degli onerosi quanto insussistenti impieghi bancari)
3)- LEGGE SUI PAGAMENTI : regolamentazione di tutte le transazioni commerciali sulla media europea, a 60 giorni dall’emissione della fattura. ( legge Bertrandi/Misiani presentata in collaborazione con ICR, mai discussa e mai sostenuta da alcuna associazione di categoria ).
4)- RIFORMA FISCALE : azzeramento dell’Irap per le società in perdita. Per le persone giuridiche, detrazione totale di tutte le spese sostenute dalle persone fisiche dalle dichiarazioni dei redditi, relative a contributi pagati ai collaboratori famigliari, spese mediche, spese di manutenzioni, scolastiche, ecc … a parità di altri stati europei, finalizzata alla reale emersione del lavoro nero e dell’evasione che sta devastando il paese.


Siamo fiduciosi che il governo, che sembra voglia affrontare e risolvere i nodi  che strangolano l’economia italiana, intervenga anche sui temi che sottoponiamo .

Distinti saluti
COORDINATORE NAZIONALE  DI “IMPRESECHERESISTONO”
Luca Peotta

giovedì 19 gennaio 2012

In Sicilia protesta dei Forconi a oltranza


Siamo nel bel mezzo di una crisi economica mondiale, e questo bene o male lo abbiamo capito. C’è chi lo capisce di più perché vede il suo futuro incerto, e chi lo capisce ancora meglio perché lo vive sulla sua pelle oggi, avendo perso il lavoro, fallito nella sua impresa e nel peggiore dei casi perso la casa. In questi giorni in Sicilia sono insorti i camionisti e gli agricoltori, hanno bloccato le vie di comunicazione impedendo il rifornimento di merci e carburanti, così che già da ieri non c’è più una pompa di benzina aperta. Sono cosciente del pericolo che corre il nostro paese, siamo stati li per precipitare nel baratro dopo che per mesi ci avevano assicurato che eravamo fuori dal tunnel (  baratro, tunnel, crac, spread, pil, recessione, mostri ecc. sono oramai termini di cui non si può fare a meno quando si discute di economia). C’è una analogia forte con  quanto è successo alla nave da crociera Concordia, che pur con una falla nello scafo, dai suoi megafoni, una voce rassicurava che non c’era alcun pericolo.
Noi, in Italia, ma è successo anche in Spagna, Grecia e in altri paesi , abbiamo in qualche modo cambiato il comandante, e così lo spread si è leggermente abbassato e anche le borse sembrano ripartite in positivo sebbene la previsione in tutta l’eurozona sia di recessione.
Rimangono così forti le preoccupazioni per una tenuta dell’euro, non si esclude, anzi è certo il default della Grecia, cosa che non dovrebbe succedere per l’Italia.
Mi interroga però il fatto che sempre più persone perdono il lavoro e che le imprese, soffrano anche la difficoltà di accedere al credito, sebbene dalla Bce siano arrivati alla banche  circa 500 mld di euro, di cui 116 a quelle nostrane.
Bisogna inoltre aggiungere le proteste di cui sopra, che sembrano non interessare il ns governo, né i media nazionali, anche se domani cominceranno blocchi stradali anche a Napoli Milano e altre città. Queste manifestazioni, ampiamente diffuse in rete, raccontano di agricoltori, pescatori e camionisti che non ce la fanno a tirare avanti per il costo dei carburanti e per le tasse, ma sino ad oggi sono rimasti inascoltati. A essi si associano anche piccoli commercianti e artigiani, che vedono sempre più a rischio le loro attività, molti di loro sono esasperati e non vedono una via d’uscita. Insomma non c’è da stare tranquilli, anche se il comandante è cambiato, la falla rimane e la nave imbarca acqua, l’unica cosa che è cambiata sono i megafoni che continuano a ripetere che non siamo la Grecia. E’ vero non siamo la Grecia, in Italia c’è ancora chi vive bene, lavora e guadagna anche più di prima della crisi, ma per molti le difficoltà crescono di giorno in giorno, ed  è probabile che la protesta dei Forconi proseguirà ad oltranza.

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare – lo Straniero

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare – lo Straniero:

.........................................Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell’Unione europea è precipitata. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).

Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.

Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d’animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.

UN ESPERIMENTO FOLLE

Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l’inizio dell’euro (un impoverimento di massa).

La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata “moneta unica” – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti..........................

martedì 17 gennaio 2012

Toni Negri e le cinque domande sulla crisi

Toni Negri e le cinque domande sulla crisi:

..............Se il Pil del mondo intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95 mila miliardi di dollari, le borse di tutto il mondo 50 mila miliardi, i derivati 466 mila miliardi. Tutti insieme questi mercati muovono un ammontare di ricchezza otto volte più grande di quella prodotta in termini reali: industrie, agricoltura, servizi. Tutto ciò è noto, ma ciò che spesso si dimentica è che tale processo, oltre a spostare il centro della valorizzazione e dell’accumulazione capitalistica dalla produzione materiale a quella immateriale e dello sfruttamento dal solo lavoro manuale anche a quello cognitivo, ha dato origine ad una nuova "accumulazione originaria" caratterizzata da un elevato grado di concentrazione. Per quanto riguarda il settore bancario, i dati della Federal Reserve ci dicono che dal 1980 al 2005 si sono verificate circa 11.500 fusioni, circa una media di 440 all’anno, riducendo in tal modo il numero delle banche a meno di 7.500. Al 2011, cinque Sim (Società di Intermediazione Mobiliare e divisioni bancarie: J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Usa) e cinque banche (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas) hanno raggiunto il controllo di oltre il 90% del totale dei titoli derivati. Nel mercato azionario, le strategie di fusione e acquisizione hanno ridotto in modo consistente il numero delle società quotate. Ad oggi, le prime 10 società con maggiore capitalizzazione di borsa, pari allo 0,12% delle 7.800 società registrate, detengono il 41% del valore totale, il 47% del totale dei ricavi e il 55% delle plusvalenze registrate. In tale processo di concentrazione, il ruolo principale è detenuto dagli investitori istituzionali (termine con il quale si indicano tutti quegli operatori finanziari – da Sim, a banche, a assicurazioni – che gestiscono per conto terzi gli investimenti finanziari: sono oggi coloro che negli anni ’30 Keynes definiva gli "speculatori di professione"). Oggi, sempre secondo i dati della Federal Reserve, gli investitori istituzionali trattano titoli per un valore nominale pari a 39 miliardi, il 68,4% del totale, con un incremento di 20 volte rispetto a venti anni fa. Inoltre, tale quota è aumentata nell’ultimo anno, grazie alla diffusione dei titoli di debito sovrano...............................

Sicilia: il "Movimento dei Forconi" sciopera | ilJournal.it

Sicilia: il "Movimento dei Forconi" sciopera | ilJournal.it:

La protesta monta dal basso,dal sud, dalla Sicilia dove a partire da oggi, e per tutta la settimana, agricoltori , allevatori e autotrasportatori hanno indetto uno sciopero spontaneo.

L’azione di protesta si protrarrà sino al 20 gennaio e nasce dalla voglia di protestare e reagire alla “crisi” che ha colpito soprattutto il settore primario italiano.

Cosa chiedono i manifestanti?
1La defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica,
2l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da utilizzare per arginare la crisi dell’agricoltura
3 Il congelamento delle procedure della Serit, l’agenzia siciliana che si occupa della riscossione dei tributi.......................


lunedì 16 gennaio 2012

In Sicilia lo «sciopero dei forconi»

In Sicilia lo «sciopero dei forconi»:


In Sicilia lo «sciopero dei forconi»

Incrociano le braccia autotrasportatori, agricoltori, pastori, allevatori e pescatori. Nei supermercati d’Italia potrebbero presto mancare i prodotti, a partire da frutta e ortaggi, che arrivano dalle campagne siciliane

La disoccupazione reale ha superato il 10% | CGIA MESTRE

La disoccupazione reale ha superato il 10% | CGIA MESTRE:

Bortolussi: “la disoccupazione ‘reale’ ha superato il 10%”

La CGIA di Mestre ha “definito” un nuovo indicatore: ai disoccupati censiti dall’Istat sono stati aggiunti anche i cosiddetti “sfiduciati”; ovvero coloro che hanno deciso di non cercare più attivamente un’ occupazione. Pertanto, le persone realmente senza un lavoro, secondo questa stima, sono pari a 2.580.000 unità.

“Se per l’Istat il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel novembre scorso la soglia dell’8,6%, quello reale, invece, ha superato il 10%”.

Ad affermarlo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che, assieme al suo Ufficio studi, ha “definito” un nuovo indicatore che misura la disoccupazione “reale” presente nel Paese. Chiaramente, affermano dalla CGIA, questo parametro è il frutto di un puro esercizio teorico che, tuttavia, dà il senso della difficoltà occupazionale che sta vivendo in questo momento il Paese.

giovedì 12 gennaio 2012

Blog Palermo - Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia

Blog Palermo - Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia: "Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia"

Quanto le tradizioni locali hanno influito sulla diffusione di questo mestiere?

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Sicuramente molto sino ad ora. Oggi le nuove generazioni non hanno tanta memoria del periodo artistico di cui parlavo sopra, pertanto un po’ di “bellezza” va scomparendo per fare posto a prodotti e manufatti in cui la mano dell’uomo incide meno, prodotti che non costano molto, ma che non tramandano più questa bellezza.
Sicuramente la crisi economica di oggi incide su tutto questo, ma non quanto la perdita del gusto per il bello.
Vetrata su Fra Luigi
Vetrata su Fra Luigi
Ci sono nella sua città strutture espositive e momenti di promozione?
Purtroppo, saloni, gallerie non ce ne sono e le poche manifestazioni che vengono organizzate sono di scarsissimo profilo.
In che modo la sua attività potrebbe essere maggiormente valorizzata?
Bella domanda, in questo periodo!
Penso che i media dovrebbero intervenire di più nel rendere visibile il lavoro di tanti artigiani che ogni giorno provano a costruire ancora qualcosa di interessante per le nuove generazioni. Queste vedono il loro futuro lavorativo, e anche a ragione purtroppo, sempre meno in un mestiere di questo tipo.
Riferimenti:
Vetreria d’Arte Alabiso
Via Guglielmo Marconi, 69 - 90141 Palermo
Telefono: 091-321.545
Indirizzo email: roberto1@alabiso.org
Sito internet: www.alabiso.org

mercoledì 11 gennaio 2012

Giudice: "Le tasse arrivate per posta non sono valide"

...............Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria regionale della Lombardia che ha dichiarato «giuridicamente inesistente» una multa di 9mila euro perché «notificata solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta». ............

lunedì 9 gennaio 2012

LA7.TV Video

LA7.TV Video:

Luca Peotta alla trasmissione L'aria che tira su La7 dal minuto 31

giovedì 5 gennaio 2012

Luca Peotta e Impresecheresistono « IMPRESECHERESISTONO

Luca Peotta e Impresecheresistono « IMPRESECHERESISTONO:

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«Noi imprenditori ci sentiamo traditi dalle banche e dallo Stato» - Corriere della Sera

«Noi imprenditori ci sentiamo traditi dalle banche e dallo Stato» - Corriere della Sera:

«Non resisto più». Si firma Matteo ed è un piccolo imprenditore. Spiega come si senta assalito da tutto e da tutti: «Non so ancora quante umiliazioni dovrò subire. Quante telefonate, raccomandate, ufficiali giudiziari, responsabili vendite degli istituti giudiziari, notai, tutto per levare il protesto». Matteo si sente abbandonato a se stesso e racconta la storia amara «di quel direttore di banca che ogni anno mi faceva gli auguri dal compleanno a Natale». Ceste di regali, vino, agende, calendari, «mi chiedeva se volevo soldi per ampliare, per costruire un nuovo capannone». Oggi quando Matteo chiama in banca risponde la segretaria, «mi dice che il dottore è impegnato o malato e mi ricorda subito dello sconfino e del mutuo non ancora pagato, mi rammenta che è partita la raccomandata per il rientro immediato del castelletto, del fido, delle carte di credito. Lei sì che ha memoria».

Testimonianze.........................

mercoledì 4 gennaio 2012

Tracce N.1, Gennaio 2012 - Un lavoro nel lavoro

Tracce N.1, Gennaio 2012 - Un lavoro nel lavoro:

.............Non è soltanto una questione di meccanismi economici, come si poteva pensare fino a qualche anno fa. Di mutazione della manodopera e delocalizzazione, evoluzione tecnologica e nuove precarietà. È un fatto che va più a fondo. Perché il lavoro vale più di numeri e bilanci: dice quello che siamo. Il nostro modo di intendere noi stessi e il rapporto con la realtà. È «espressione del nostro essere»............................................

Equitalia, il cane lupo e i cittadini - LASTAMPA.it

Equitalia, il cane lupo e i cittadini - LASTAMPA.it:

..........."La guerra di cui ci occupiamo qui è una guerra fra poveri, anzi, fra impoveriti (le finanze individuali contro quelle pubbliche) ed è il sintomo di un’emergenza nazionale che precede e spiega tutte le altre: il rapporto fra i cittadini e lo Stato"...............................